a cura della Redazione
Parlando di pesca con la bolognese, chi è abituato a confrontarsi con tecniche fisicamente più impegnative, può avere l’impressione di doversi confrontare con una pesca leggera, fatta solo di fili sottili , ami piccoli e pesci piccoli…..riservata a pochi appassionati capaci di giocarsela in punta di fioretto.
Ed in parte è anche vero, perché la bolognese è una pesca dove la leggerezza è la base e la tecnica; ma materiali e soprattutto il “manico” fanno la differenza.
Leviamoci però dalla testa che pescare con la canna fissa da terra voglia dire solo pesci light.
Pescare con la bolognese è un arte, una tecnica che è paragonabile ad una sofisticata, leggerissima macchina da guerra capace di insidiare e avere ragione di pesci altrimenti inarrivabili.
Una vera passione
Certo per pescare con la bolognese bisogna esserci portati; capaci di rapportarsi non solo con attrezzature light, ma avvezzi a lunghe attese e alla preparazione di inganni perfetti, dove la terminalistica è la chiave di volta della tecnica.
E con questo articolo cercheremo di fare il punto su questa tecnica partendo da zero, con la convinzione che sicuramente la passione e la curiosità colpiranno irreversibilmente qualcuno dei nostri lettori.

Una attrezzatura di buona qualità, ci accompagnerà nel tempo e ci regalerà molte soddisfazioni
Attrezziamoci
Per cominciare col piede giusto il consiglio è quello di acquistare una buona canna sui 6 m con anellatura a ponte lungo, alla quale applicheremo un mulinello 3000 caricato con dello 0,14-0,16 di ottima qualità.
La potenza della canna dovrà essere di circa 20 gr. , ottimo compromesso per gestire fili sottilissimi e nello stesso tempo lanciare e forzare in combattimento.
Nella cassetta dovremo avere almeno cinque bobine dal 10 al 15 di fluor carbon di qualità e 5 bustine di ami n 10.14-16-18-20.
Non mancheranno una fionda di discreta qualità, per lanciare i bigattini, un buon assortimento di pallini morbidi per corona del n 5-6-7-8-9 e tre/quattro torpille calibrate a goccia da 0,75-1,25-1,75-2gr.

A completare tutta l’artiglieria non dovranno mancare un guadino leggero, a cucchiaio, con rete in nylon e un palo telescopico che arrivi fino a 5 mt .
Non dimentichiamo di avere sempre a disposizione delle confezioni di pastura alla sarda e al formaggio.
Ovviamente dovremo avere una bella scorta di galleggianti fissi a penna da 0,50 a 2 gr, per i porti con acque ferme e galleggianti a pera o a pallina dai 2 ai 5 grammi per le scogliere con mare in scaduta.

Le spigole sono le prede icona della bolognese, ma questa tecnica può cimentarsi nella cattura di molti altri pesci, come orate , saraghi, cefali e predatori stagionali , come occhiate, aguglie e lecce stella, che accostano a fine estate e autunno
Le prede
Il panorama è vasto e le sorprese, quelle piacevoli, sempre a portata di canna.
E la possibilità di avere a che fare con pesci veri è meno rara di quanto si possa pensare.
Magari sei li a pescare a cefali, con il fiocco di pane, dopo aver pasturato un po’, e ti ritrovi in canna un bel saragone poco propenso a lasciarsi guadinare.
Capita regolarmente di cercare, sparli, cefali e occhiate nella schiuma, durante una scaduta e imbatterci invece in spigole e orate.
Ed è in questi casi che entra in gioco la validità dell’attrezzatura e della preparazione delle parature, elementi senza i quali sarà difficile avere ragione di pesci grandi con un esile filo dello 0,12 ed un amino del 18 …

Il cefalo è una preda combattiva e molto diffidente; la si può ingannare solo con fili sottili e, se di taglia, per averne ragione ci vuole mano e ottima attrezzatura
Un occhio ai terminali
Il consiglio, a prescindere da tutto è di realizzare le lenze in maniera semplice; connessione madre-terminale diretta realizzata con un nodo di sangue o con una micro girella, a seconda dell’intensità della corrente.
Se pescheremo in ambito portuale entro i sei metri, quindi con fondali puliti e acque tranquille, useremo galleggianti non superiori al grammo e una spallinatura spartita su uno/due metri a 80-120 cm dall’amo, con una misura che andr del 18 o del 20; eccellente per spigole e orate, innescato con una larva singola.
Se pescheremo dalla scogliera sempre su fondali non oltre i 7 metri, ma con scogli e scadute, è consigliabile optare per una piombatura a bulk o a piombo secco con una torpilla, per correnti forti, posta tra i 50 e gli 80 cm dall’amo.
Questa piombatura avrà il pregio di tenere l’inganno più fermo.

Galleggianti e piombature … il segreto della capacità catturante della bolognese !
Gli ami consigliati dovranno essere a filo sottile, affilatissimi, tipo la serie 50 di casa tubertini o serie 10 o 15 della Owner.
Le esche
Il panorama delle esche è smisurato.
Dal bigattino,al coreano,al fiocco di pane, al filetto di sardina, al gamberetto vivo, al granchietto sia di sabbia che di scoglio, fino al paguro e al latterino.
Ma quello che davvero non potrà mai mancare saranno un paio di kg di bigattini, che serviranno da pastura, più che sufficienti per una pescata da 3-5 ore.

L’ambito portuale è uno dei posti di elezione della pesca con la bolognese; il porto è ricco di nutrienti e pesci foraggio: zona ci caccia ideale dei predatori
Dove
I porti sono uno spot ideale, a patto che la pesca sia permessa o almeno tollerata.
E’ importante trovare postazioni con spazio tale da darci la possibilità di combattere un pesce; tra le cime di ormeggio avremo sicuramente il triplo delle mangiate ma anche l’80% di rotture.
Il fondale è bene che sia di sabbia o fango ma pulito, sgombro da afferrature e relitti.
Dalla scogliera la preferenza ricadrà sulle punte più esterne dove la corrente porta i nutrienti e il foraggio, e la scaduta sarà su sabbia e scoglio.



















