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Ci sono momenti in cui pescare con le tecniche verticali sembra impossibile. Cosa è bene fare in questi casi?

insuccessi stagionali rid

Ci sono momenti in cui con le tecniche verticali sembra impossibile realizzare anche qualche semplice cattura. Si arriva alla convinzione che tecnica e artificiali siano diventati privi di qualsiasi efficienza. Cosa è bene fare in questi casi?

L’efficacia del Vertical non dipende solo dalla qualità delle attrezzature e dalle capacità del pescatore, esistono altre componenti determinanti, come quelle climatiche, la cui importanza è poco conosciuta o trascurata. Le bizzarrie climatiche degli ultimi tempi influiscono drasticamente sulle condizioni del mare, creando tagli termici inusuali che non aiutano la pesca a vertical, inchiku o tecniche similari. I pesci non amano rincorrere le prede attraversando stratificazioni d’acqua con temperature diverse tra loro. A questo aggiungiamo anche l’assuefazione dei pesci verso questa categoria di artificiali, che gioca la sua parte, soprattutto su dentici e ricciole. Quando, però, si pesca su profondità importanti, sui 90 mt ed oltre, alla ricerca di pesci diversi, quelli che vivono attaccati al fondo, come prai, fragolini e gallinelle, l’assuefazione agli artificiali non è più credibile. La realtà è che i fondali che battiamo sono pressoché sterili per motivi termico/biologici, nei periodi di transizione climatica. Non c’è una soluzione tecnica a questo problema, forse serve solo pazienza e perseveranza. L’evoluzione delle stagioni ultimamente è sempre più spesso in ritardo. Buone opportunità si possono avere dopo le perturbazioni da nord, quando l’abbassamento delle temperature superficiali eliminerà il termoclino.

Domenico Craveli

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