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Drifting .. dove metto le esche?

Quali sono i criteri per un corretto posizionamento delle esche in drifting al tonno e perché ?

Nella tecnica del drifting al tonno rosso esche e pastura sono un binomio inscindibile.

Sicuramente questa può sembrare un’affermazione più che scontata … ma fino ad un certo punto.

Infatti quando si insidia il gigante rosso, nel posizionare le esche, bisogna tenere conto di molti fattori.

Il primo in assoluto è quello di far si che le esche lavorino il più possibile nel mezzo della scia della pastura.

Infatti il “protocollo” del drifting vuole che nel percorso che i tonni effettuano, messi in frenesia, dagli effluvi della pastura, si trovino di fronte gli inneschi aumentando così la potenzialità di uno strike.

La pastura però non si muove mai in modo geometrico, ovvero non segue una traiettoria completamente prevedibile, ma si diffonde in acqua con risultanti che dipendono dalla corrente, dalla granulometria e dal moto della barca, se non si pesca ancorati.

Infatti il posizionamento delle esche dovrà tenere conto proprio della velocità di affondamento della pastura e della direzione che prende.

 

 

Ecco quindi che pescando con più canne, bisognerà scalare le profondità in modo tale che si “centri” il flusso di brumeggio.

Si “stima” che la pastura affondi lentamente e quindi sia meno profonda in prossimità della barca aumentando via via che se ne allontana.

Ovvio quindi che dovremo posizionare gli inganni in modo che l’innesco fluttui il più naturalmente possibile nel flusso di pastura.

Non sempre si riesce e ci vuole molta esperienza ed osservazione per riuscire a capire bene il giro di corrente, come si sposta il brumeggio o la velocità di scarroccio che tende ad alzare le esche.

Insomma c’è da considerare una molteplicità di aspetti, come anche il fatto che la pastura possa affondare molto meno di quel che si pensi, causa correnti superficiali, ed allora un’esca vada fatta pescare senza piombo in corrente.

In genere si usa posizionare l’inganno più profondo a mezzo fondo e i due restanti  dividendo la colonna d’acqua.

 

 

Ma c’è un ulteriore aspetto che va considerato e che pochi considerano.

Parliamo del termoclino, ovvero di quella linea di demarcazione tra acque più fredde ed acque più calde, che, per attrito dovuto a differenza di densità e temperatura, generano una vera e propria fascia.

Con uno scandaglio di buona qualità opportunamente adoperato, il termoclino può essere evidenziato e sarà proprio li, poco più su, poco più giù che andremo a posizionare due inganni.

Infatti i pesci cacciano molto spesso sul filo del termoclino, dove a loro volta cacciano e si nutrono le loro prede abituali.

Umberto Simonelli

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