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Il ritmo delle onde: tra dubbi e verità

spiaggia da surf

Il ritmo delle onde

di Dario Limone

Quando si affronta una scaduta, quanto è importante verificare la cadenza delle onde? Si dice che le condizioni ideali siano caratterizzate da un ritmo specifico dell’infrangersi dei marosi, così come si dice sia importante tenere sotto controllo le “rip current”, ovvero quei punti della spiaggia dove la corrente ritorna verso il largo. Quanto conta tutto ciò?

Il movimento dei flussi d’acqua a ridosso della spiaggia ed oltre, è vero che rimescolano il fondo marino, scoprendo i nutrienti e preparando così una importante zona di pascolo; ma perché ciò accada e, soprattutto, la situazione sia gradita ai pesci si debbono verificare delle condizioni particolari, ideali per loro.

Per capire se il mare è giusto per una battuta di surfcasting, bisogna chiudere gli occhi ed ascoltare la sequenza delle onde che si infrangono sulla riva per capirne non solo la frequenza ma per apprezzarne soprattutto l’andamento e la regolarità. Infatti, all’inizio della mareggiata il moto ondoso è irregolare, con onde di diversa altezza e si formano tante turbolenze, il più delle volte non idonee per la pesca. Quando il frangere diviene costante, con un ritmo tra le 9 e 13 onde al minuto, e la corrente primaria (dal largo verso riva) e quella secondaria (da riva verso il largo) si equivalgono, è il momento ideale per la pesca. E’ il momento della magica scaduta!  Pescare dal punto di risacca fino ai 40 mt, in questa condizione, è l’ideale. E se la zona ha del potenziale, in genere saraghi e spigole ripagheranno la fatica di stare in spiaggia col “vento in faccia”

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