E’ notizia di ieri quella del raggiungimento delle quote tonno riservate ai ricreativi.
Infatti a decorrere dalle 17 del 12 Agosto, a fronte di comunicazione ministeriale, interruzione immediata e definitiva delle catture di tonno rosso.
Da quel che risulta dal documento pare che sia stato raggiunto il massimale fissato in 22,655 tonnellate e che pertanto, per non incorrere in “violazioni” che possano comportare il superamento della quota nazionale “STOP” senza se e senza ma.
Questi i fatti…
Ma concedetemi qualche piccolo inevitabile commento.
Allora in primo luogo qualcuno mi deve spiegare come si possano essere raggiunti i “ventiduemilaseicentocinquantacinque” kg con assoluta precisione, senza un chilo di meno od un chilo di più, perché è aritmeticamente impossibile che si verifichi una tale coincidenza.
Così come mi piacerebbe capire chi ha contabilizzato l’ultimo tonno che è stato catturato ed imbarcato a “Canicattì” alle 16,59 di ieri.
Così come mi piacerebbe capire come e in che tempi, vengono contabilizzati i dati delle dichiarazioni di cattura considerando le palesi inerzie che si registrano ogni qual volta si deve fare una comunicazione.
Così come mi piacerebbe capire cosa è successo o sarebbe potuto succedere a chi ha preso un tonno alle 17,01 o peggio ancora lo ha allamato stamattina all’alba.
Se fossimo pescatori professionisti credo che le cose andrebbero diversamente perché quella categoria si incazza per bene e, nel bene o nel male, si fa rispettare.
Siamo abituati da tempo a questo sistema che se non vogliamo chiamare vessatorio però possiamo definire menefreghista degli interessi, dei diritti e dei soldi dei pescatori ricreativi.
Con l’aggravante che le nostre ragioni non solo non le difende nessuno ma non le ascolta neanche nessuno.
E’ vero si può vivere senza imbarcare un tonno ed è un concetto che ho già espresso forse lo scorso anno nella medesima occasione.
Però in un momento in cui il mondo della pesca non attraversa un momento davvero florido e l’economia del mare che è anche e soprattutto quella dei ricreativi e del grande indotto che se ne genera, andrebbe tutelata.
Ma in questo paese molte cose vanno al contrario.
Buon Ferragosto a tutti.

per chi vuole leggere il documento ministeriale cliccare QUI



















