Editoriale

L’editoriale di gennaio ….

Prima di entrare nel vivo delle chiacchiere di questo mese, mi sembra quanto mai importante augurare a tutti un buon anno.

Che non sia solo un buon anno di pesca ma anche un buon anno di vita: un augurio sincero rivolto a tutti e che spero possa diventare una realtà.

In questo ultimo mese, nel mondo della pesca, non sono successe cose di rilievo di cui discutere e quindi vi stresserò meno del solito …

L’unica novità importante riguarda alcune innovazioni rispetto il rinnovo delle comunicazioni relative alla pesca sportiva e ricreativa.

Come tutti ricorderemo, nel 2010 con decreto ministeriale n.6 fu varato l’obbligo di registrazione  al fine di rilevare la consistenza della pesca in mare ricreativa e sportiva.

Quello che sostanzialmente fu un vero e proprio censimento che permise di contarci, facendoci scoprire di essere ben un milione di appassionati, sicuramente “contati” per difetto, perché, malgrado l’operazione fosse gratuita, sicuramente fu ignorata e trascurata da molti, per cattiva informazione o per la nostra innata allergia alle regole.

La registrazione in realtà è obbligatoria ma il mancato adempimento non prevede sanzioni e passata l’attenzione che in genere si riserva alle novità è rimasta relegata in un limbo sospeso.

Anche l’attenzione governativa non è stata tra le più alte lasciando sempre molte incertezze sui rinnovi e le scadenze, risolti poi con proroghe automatiche e poca chiarezza.

Ma soprattutto senza che questo obbligo fosse a apprezzato e adempiuto per il valore che realmente ha.

Da questo anno invece a partire dal 12 gennaio, come sancito nel relativo decreto ministeriale, le regole cambiano e correrà l’obbligo a ciascuno di noi di rinnovare annualmente l’iscrizione.

Operazione da svolgersi sempre sull’apposita pagina del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, ma da ora in poi usando una procedura di identità digitale, come lo SPID, la CIE, la carta di identità elettronica, o il CNS ovvero la carta nazionale dei servizi.

Rimarranno validi invece i dati identificativi e di accesso immessi nelle registrazioni già effettuate.

L’dea di capire il numero dei pescatori in mare è una necessità importantissima per moltissimi aspetti.

Oltre a “pesare” il potenziale impatto sul possibile prelievo in mare, che sicuramente è il punto meno importante, permette di valutare invece il numero degli appassionati il che è determinante per l’importanza della categoria.

La presenza di una licenza di pesca in mare, che non significherebbe solo regole e costi, intanto renderebbe ufficiale il riconoscimento della categoria e ne sancirebbe dei diritti.

Al contrario, oggi, di certo abbiamo solo regole riguardanti il prelievo e le sue modalità, ma le tutele per la categoria sono nulle o quasi.

Sapere quanti siamo e quanto valiamo potrebbe essere un piccolo passo, verso un riconoscimento della categoria e non ultimo il valore dell’indotto economico che muoviamo.

E’ importante quindi, per chi non lo abbia già fatto provvedere al più presto, sebbene c’è da riconoscere che il procedimento di accesso non è particolarmente intuitivo.

E chi non ha dimestichezza con questi “protocolli” è molto facile che butti tutto alle ortiche.

Almeno nella pesca ricreativa un po’ meno burocrazia ce la saremmo meritata ….