Apro questo editoriale di Maggio con una notizia abbastanza importante per il benessere del nostro mare.
Dopo un iter durato ben quattro anni il disegno di legge “SALVAMARE” è realtà.
Nel 2018, l’allora ministro per l’ambiente Sergio Costa, propose il progetto di “consentire” la raccolta dei rifiuti trovati in mare, nei laghi, sulle spiagge per portarli a terra e conferirli in hub di consegna appositamenti previsti.
Fino ad oggi, infatti, non solo non era prevista la possibilità di smaltimento, ma addirittura, trattenere i rifiuti era un reato…
Trasporto illegale di rifiuti, questa la descrizione dell’azione “DELITTUOSA” in cui sarebbe occorso chiunque avesse portato a terra i rifiuti, con l’obbligo tassativo invece di rigettarli in mare o lasciarli sul posto.
Ovviamente questa norma consentirà, anche ai pescatori professionisti di trattenere tutta “la rumenta” recuperata nelle reti per poi portarla a terra.
E per arrivare a far diventare legale, un fatto assolutamente ovvio, non solo il nostro governo ci ha messo 4 anni, ma ora viene reclamizzato e raccontato come un passo da giganti per la protezione del mare …
Davvero se avessi i capelli, non potrei evitare all’istante di metterci le mani dentro perché rimango letteralmente senza parole, ma anche un pò incazzato ..
Le stime scientifiche riportano che la plastica dispersa nel mediterraneo ammonti a più di quattromila tonnellate, cosa che basterebbe da sola a rendere automaticamente obbligatoria per tutti e non “possibile” la raccolta dei rifiuti.
Le microplastiche, ovvero le particelle “elementari” che compongono gli oggetti realizzati con questo “polimero” e che si disperdono, in acqua e nei mari, per azione meccanica o degrado del materiale stesso, sono oramai dappertutto con gravissime conseguenze per tutti gli esseri viventi.
Sono state trovate ovunque … nell’acqua da bere, nel pesce e anche nel latte materno.
Fesserie quelle reclamizzate da qualche tabella, che trovavamo sulle spiagge, in cui si riportavano i tempi di “biodegradabilità dei materiali”: le plastiche non spariscono, diventano invisibili e si disperdono, ma la quantità rimane identica e addirittura diventano ancor più pericolose, a dispetto di altri materiali che rimangono inerti, come il vetro, ad esempio.
La norma “SALVAMARE” vanta, ad onor del vero, anche altri provvedimenti importanti che renderanno obbligatorio il recupero dei materiali prima che dai fiumi si disperdano in mare, il controllo delle acque di risulta dei dissalatori ed altro ancora.
Comunque sebbene tardivo questo provvedimento rappresenta pur sempre un passo avanti nel rispetto dell’ambiente.
Chissà però quanto tempo ci vorrà per avere isole ecologiche adeguate, funzionanti oltre che di facile fruizione e chissà se i professionisti, che lamentano da sempre l’ingente presenza dei rifiuti nelle loro reti saranno veramente disposti a farsi carico di un lavoro in più, senza alcun riscontro economico.
Ma viene anche spontaneo pensare che sarebbe senz’altro meglio prevenire che curare, evitando non solo la dispersione in mare ma soprattutto l’uso esagerato delle plastiche.
Anche nel mondo della pesca bisognerebbe fare qualcosa: reti incagliate, funi, cassette in polistirolo, filo da pesca e molto altro sarebbe bene che non venissero abbandonati.
Così come gnuno di noi sarebbe bene che non abbandonasse nulla sul proprio posto di pesca.
E davvero non dovrebbe essere necessaria una legge per non sporcare …




















