Nautica

Misuriamo il carburante …..

di Umberto Simonelli

Il livello carburante sulle imbarcazioni è una delle informazioni più importanti a cui fare attenzione e non ostante ciò è anche tra quelle più sottovalutate.

Infatti, non a caso, la maggioranza di richieste di soccorso proveniente da imbarcazioni in difficoltà è dovuta alla mancanza di carburante.

Spesso è frutto dell’incuria e della superficialità del “comandante” ma molte volte è anche a causa del funzionamento impreciso della strumentazione.

L’indicatore di livello carburante è uno strumento che conosciamo bene, presente a bordo delle vetture e delle moto è sotto i nostri occhi quotidianamente e difficilmente su questi mezzi ci tradisce.

Al contrario sulle imbarcazioni non di rado è soggetto a guasti e imprecisioni di lettura, cosa che induce molti, nell’uscita domenicale ad andare a occhio.

Ma in mare non c’è cosa che si possa fare ad occhio, neanche la più banale.

Basta un po’ di mare che ci costringe a rallentare l’andatura per far schizzare alle stelle i consumi e quindi far sballare tutte le previsioni di autonomia.

Pertanto oltre a sapere effettivamente quali siano i consumi orari del nostro motore è importante avere il sistema di misurazione in perfetta efficienza.

Come funziona

Una volta i serbatoi avevano una spia in vetro graduata, che mostrava il livello del carburante.

Ora ci si avvale di sistemi elettrici in grado di rilevare il livello del carburante leggibile su uno strumento specifico o  sulla strumentazione elettronica dei motori o addirittura sulla sezione dedicata di alcuni cartografici.

Con le attuali strumentazioni  oltre al livello si è in grado di misurare il consumo del propulsore e calcolare il carburante residuo dandone una visualizzazione numerica e grafica.

Ma fondamentalmente alla base di tutto ci sono i sistemi di misura interni al serbatoio, spesso indicati come “sender” che sono realizzati con due due soluzioni.

 

Questo è il sistema di misurazione più usato .

 

Uno, il classico, che si avvale di un braccio oscillante in acciaio con un galleggiante in testa, che è incernierato in un punto ed è libero di muoversi a seconda del livello.

Questo braccio è solidale ad un contatto strisciante che scorre su una resistenza realizzata con del filo speciale.

A seconda del livello, in questo circuito , alimentato dalle batterie di bordo, scorre una debolissima corrente che viene misurata dallo strumento in consolle.

Così, quando il galleggiante sarà alto, perché il livello sarà massimo, lo strumento leggerà il “full” per scendere progressivamente a seconda del consumo.

Esiste anche un secondo sistema di ”sender” che non ha parti in movimento che è costituito da un tubo lungo quanto è profondo il serbatoio, intorno al quale scorre, su e giù, come una piccola ciambella, un galleggiante.

 

Sender magnetico, meno preciso ma più durevole

 

Questo salendo o scendendo, essendo provvisto all’interno di una calamita, agisce su dei contatti magnetici interni che fanno variare la resistenza del circuito.

I due sistemi hanno ovviamente pregi e difetti.

Il rilevatore a braccio oscillante è realizzato per adattarsi a quasi tutti i serbatoi, effettuando delle  semplici regolazioni sulla staffa e sul braccio 

 

Se la precisione della misurazione col braccio è maggiore, non si può dire altrettanto della durata, perché il meccanismo è soggetto ad ossidazione per l’inevitabile umidità presente nei serbatoi.

Oltretutto il montaggio richiede una certa pratica perché va adattata la lunghezza  sia del supporto che del braccio oscillante, alle misure del serbatoio.

 

Le piastre sono uguali per tutti i modelli, ma i fori non sono ad intervalli regolari e spesso il rimontaggio può risultare complicato 

 

Il trasduttore verticale è più durevole, meno preciso, ma molto più facile da installare.

Ne esistono di diverse lunghezze e va scelta solamente quella adatta, in funzione della profondità del serbatoio.

Entrambi si applicano con una piastra uguale per tutti, con 5 fori sfalsati tra loro che a volte creano qualche difficoltà ai meno esperti

 

Una schematizzazione di un serbatoio, dove la parte azzurra è il carburante, con un riepilogo dei due sistemi di rilevamento 

 

Non tutti gli strumenti sono uguali

Questi strumenti sono apparentemente identici, ma possono differenziarsi per valori elettrici di funzionamento

 

Per una ragione che non conosciamo in commercio esistono strumenti e misuratori del tutto simili tra loro, ma con caratteristiche elettriche specifiche.

In realtà gli strumenti e i trasduttori sono uguali a vedersi, ma misurano resistenze interne diverse, per cui, in caso di sostituzione di uno dei due bisogna assicurarsi della loro compatibilità.

Vengono infatti individuate due tipologie diverse per il valore della loro resistenza, una da 240 a 33 ohm ed una da 10 a 180 ohm.

Lo schema di cablaggio

 

Il cablaggio è elementare e dal serbatoio al punto di installazione dell’indicatore è necessario avere solo due conduttori, in cui scorrerà una corrente modestissima.

Malgrado questo è consigliabile non scendere sotto 1,5 mmq per garantire una buona resistenza meccanica del cavo stesso e buone superfici di contatto.

Soluzioni moderne

In realtà i sensori di livello non hanno subito evoluzioni tecnologiche, ma quello che è cambiato è il sistema di visualizzazione.

Il misuratore a lancetta è stato sostituito da lettori incorporati nella strumentazione motore che oltre al livello carburante sono in grado anche di informarci sui consumi orari e sull’autonomia residua, cosa non trascurabile ai fini della sicurezza ma anche e soprattutto per ottimizzare le andature.

Per chi non ha propulsori così evoluti esiste una famiglia di strumenti capaci di memorizzare il carburante imbarcato, controllare i consumi istantanei e fornire dati sempre aggiornati sul carburante residuo.

Tutto ciò tramite una centralina in grado di misurare i flussi di carburante ed interfacciarsi con uno smartphone o con la strumentazione di bordo tramite una porta NMEA2000