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    Il rimessaggio invernale : prevenire è meglio che curare

    di Umberto Simonelli

     

    Con i primi freddi molte imbarcazioni vengono tirate in secco, cosa che decreta la fine della stagione del mare.

    I nostri destrieri potranno così  godersi il meritato riposo dopo una stagione intensa di mare e di pesca.

    Il letargo invernale, però, dovrà essere affrontato con le dovute attenzioni.

    L’invernaggio, così si chiama in gergo di mare, è quel periodo di inutilizzo delle nostre barche delicatissimo, in cui lo scafo, il motore e l’impianto elettrico vengono fermati per l’inverno.

    Un momento delicato in cui una corretta preparazione  è sostanziale.

    Da questa dipenderà, all’inizio della nuova stagione, la certezza di trovare tutto perfettamente funzionante.

    Qui di seguito tratteremo alcune delle manzioni tra le più importanti.

     

    Il non uso

     

    La batteria di avviamento è un punto delicato della barca. Meglio sbarcarla se il fermo è lungo, o almeno è consigliabile sconnetterne  entrambe i morsetti e effettuare una buona ricarica prima del “lungo letargo”

     

    Se c’è un aspetto importante da considerare in tutte le situazioni tecnologiche è quella che il “non uso”, genera più guai di un uso continuo.

    Questo fatto riferito ad una imbarcazione assume una connotazione di verità molto alta.

    A chi non sarà capitato  di aver avuto qualche problema a bordo, sebbene  qualche giorno prima la nostra uscita a mare si fosse conclusa senza niente da segnalare.

    Vai a rimettere in moto e tutto sembra morto.

    Il tempo e l’aggressività meccanica e chimica dell’atmosfera salmastra, sono in grado di creare un sacco di disagi e funzionano come un meccanismo ad orologeria.

    Nessuna imbarcazione è esente dall’ingiuria del salmastro e quando si ferma una barca per l’inverno la mission sarà quella di intervenire con tutte le azioni tecniche per limitare e prevenire l’azione del tempo e del salmastro.

     

    Se è possibile ricoverare lo scafo al chiuso, il rimessaggio sarà sicuramente migliore; però è bene sempre effettuare tutte le azioni manutentive necessarie: umidità e sale sono sempre  in agguato !

     

    Azioni indispensabili

    Non faremo un trattato di manutenzione, ma nel corso dell’articolo, faremo il punto proprio su quelle cose indispensabili che non dovremo trascurare e soprattutto sui  tempi in cui dovranno essere eseguite.

    Aspetto quest’ultimo di estrema importanza.

    Perché tempo, umidità, sbalzi termici, condensa  lavorano molto velocemente.

    E sarà inutile, ad inizio stagione armarsi di tutto punto per mettere a posto la barca dopo che ce la siamo dimenticata per sei mesi.

     

    Una sala motori in ordine è sempre consigliabile, ma prima del rimessaggio una pulizia a fondo è tassativa

     

    Acqua dolce

    Quando riponiamo la barca in rimessaggio la prima azione tassativa sarà quella di lavarla; lavaggio a fondo e successiva asciugatura: parola d’ordine levare il sale.

    Il sale corrode, il sale rende conduttiva anche la vetroresina e veicola la corrosione galvanica.

    Il lavaggio per antonomasia sarà quello della sentina e del motore; farlo girare a lungo con acqua dolce è decisivo per una lunga vita.

    Ma anche il lavaggio del gruppo termico vero e proprio è indispensabile.

    Si, avete capito bene!

    C’è da armarsi di buona volontà e  “insaponare” con le dovute attenzioni il motore.

    Togliere residui di sale  e morchia, asciugare con cura, possibilmente con un getto di aria compressa,(usato con delicatezza)  o  con l’aiuto del sole autunnale ancora caldo.

     

    Con le dovute attenzioni “lavare” con acqua e uno sgrassatore, l’interno del motore fa si che tutto si conservi al meglio; le parti in gomma e gli isolamenti soffrono l’azione del sale, che inevitabilmente penetra nelle calandre

     

    Solo dopo, quando ogni traccia di acqua sarà scomparsa, procedere con una abbondantissima spruzzata di CRC , e alla lubrificazione con grasso blu, dei punti nevralgici: dadi, bulloni e leveraggi meccanici.

    Non scordate di svitare i morsetti del cavalletto, per i fuoribordo di piccola potenza, per ingrassarli abbondantemente e, con l’ausilio di un ingrassatore, lubrificare tutti i punti di movimento.

    Tornando alla sentina, anche qui dovremo cercare di levare le inevitabili “schifezze” che vi si accumulano.

     

    Il grasso blu è il miglior lubrificante protettivo per la nautica ed il CRC è veramente  indispensabile a bordo

     

    Avendo cura di fare attenzione alle pompe di sentina.

    Un buon sistema di lavaggio è quello di usare il sapone da lavastoviglie, soprattutto in navigazione.

    Non fa schiuma ma lava a fondo senza effetti secondari.

    Con la pompa svuoteremo il tutto, poi sciacqueremo di nuovo e poi provvederemo ad asciugare a fondo.

     

    Gli oli

    Se il nostro propulsore è un due tempi, non ci sarà l’incombenza del cambio d’olio; se invece usiamo motori a gasolio o a benzina, il consiglio è quello di procedere al cambio di olio e filtro, soprattutto se abbiamo raggiunto le ore di moto previste dal costruttore.

    Ci troveremo un lavoro fatto ed un motore pulito anche dentro.

    Controlliamo il livello olio invertitore per chi ha la linea d’asse e sostituiamo quello del piede del fuoribordo o dell’entro fuori.

    Se per caso riscontrassimo presenza di acqua potremo immediatamente rimediare; al contrario procrastinando alla nuova stagione , il rischio che l’acqua rovini le coppie coniche e i cuscinetti diventa una realtà.

    Per gli entrofuori, il lavoro è più complesso e presume manualità, attrezzatura e esperienza; un occhio all’integrità delle cuffie del cardano, dello sarico e dei comandi dell’invertitore è importante mentre la sostituzione è consigliata, a prescindere, ogni due anni.

    La cuffia del giunto contiene il grasso che protegge il cardano e se si rompe non farà affondare la barca, ma l’acqua che entra può rovinare il giunto e i cuscinetti che possono bloccarsi

     

    La manutenzione dei piedi poppieri è complessa e non alla portata di tutti, ma è importante non trascurare le manutenzioni di base

     

    Zinchi&C.

    Posticiperemo a prima del varo la sostituzione degli zinchi di protezione ; però ce ne sono alcuni che vanno controllati con maggior frequenza.

    Parliamo di quelli presenti nello scambiatore, per gli entrobordo  e nei passaggi d’acqua nei fuoribordo ; è bene controllarne lo stato, perché se sono consumati, poichè sale e umidità persistono, la corrosione può progredire anche a fermo e si possono creare dei guasti.

    Molto costosi da riparare.

     

    impianto di raffreddamento

     

     

    L’impianto di raffreddamento è un punto nevralgico di tutte le motorizzazioni.

    Nei motri “entro” il corpo pompa è interno e può essere manutenuto anche a ridosso del varo.

    Nei fuoribordo la circolazione dell’acqua è affidata ad una girante, chiusa nel corpo pompa, che a sua volta è nel piede del motore, che per essere manutenuta richiede lo smontaggio di tutto il gambale con relativo albero di trasmissione.

    Ebbene eseguire la manutenzione completa con un buon ingrassaggio e sostituzione della girante o il controllo, è un buon modo di prevenire bloccaggi dei pezzi che in alcuni casi accade, conseguenza della complicità tra fermo prolungato e ossido

     

    Ultimi consigli

     

     

    Occhio all’acqua nei filtri. Sono li apposta ed è assolutamente normale che l’acqua ci sia; perciò è bene controllare spesso ma soprattutto non lasciarla assolutamente durante l’inverno

    Sia che le barche siano grandi o piccole, un utile attenzione è quella di sconnettere la batteria. Staccare i morsetti e se possibile sbarcarla.

    Controlliamo i filtri benzina e sostituiamo le cartucce; tanto prima o poi va fatto, soprattutto se nel filtro separatore c’è acqua.

    Se proprio si vuole essere previdenti al massimo,  se il serbatoio è fisso, lasciarlo pieno di carburante, a prescindere dal tipo,  è un’ottima garanzia per evitare formazioni di condensa.

    Attenzione soprattutto ai serbatoi di gasolio che essendo addittivato di bio-carburanti, soffrono la proliferazione di alghe e fanghi, che possono intasare i filtri; quindi è bene verificare tipo e quantità delle morchie che vi troveremo.

    Spesso è bene procedere alla pulizia del serbatoio, con la collaborazione di un professionista

    Se si abita in posti freddi e il rischio di gelate è concreto, occhio ai serbatoi:  bisogna vuotare tutti i circuiti in cui è presente acqua.

    Una gelata potrebbe essere fatale per pompe e tubi.

    Chi possiede un salpa ancora con catena è bene che la depositi a terra: si asciugherà e potremo controllarne l’integrità.

     

     

     

     

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