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    Parliamo di piombo guardiano

    di Umberto Simonelli

    Abbiamo scritto molto sul piombo guardiano, metodo di affondamento che, proprio per la sua efficienza, semplicità ed economicità, ad oggi rimane insostituibile.

    Sicuramente l’affondamento ad esempio può essere ottenuto, con grandi risultati con una piombatura frazionata, che è una metodologia molto fruttuosa soprattutto con i pelagici, sebbene si è dimostrata vincente anche con gli sparidi.

    Anche l’affondatore è un metodo molto valido con importanti prerogative

    Il guardiano però batte tutto e tutti per versatilità e soprattutto insidiando gli sparidi di fondo non teme rivali.

    La tipologia di tecnica di affondamento poi è anche relativa alla tipologia di fondale; con una conformazione molto varia ed articolata pescare prossimi al fondo diventa complicato con un affondatore o una frazionata, mentre il guardiano è proprio in queste situazioni che offre il meglio di se.

     

    L’affondatore è uno tra i sistemi di affondamento più efficaci, grazie alla capacità di assicurare profondità di pesca certe e costanti, malgrado attriti e velocità, avvalendosi di zavorre importanti.

     

    Il lavoro del guardiano

    Inutile spendere parole sull’applicazione del piombo, lunghezza del filo, tipologia di zavorra e via dicendo, argomenti che abbiamo trattato inn questi articoli :

     

    Ci vogliamo soffermare, in questo articolo, su un punto che ancora per molti è origine di dubbi e valutazioni.

    Ovvero ci riferiamo al modo di far lavorare il guardiano…

    Nell’immaginario si pensa al guardiano come un filo a piombo calato sotto la verticale della barca dal quale parte poi la linea retta del preterminale culminante col terminale e l’esca.

    Ecco … come abbiamo detto più volte, tutto ciò nella realtà, non avviene perché l’attrito dell’acqua sposta dalla verticale il piombo spostandolo.

    Ma è importante cercare di mantenere il più possibile il piombo sulla verticale o no?

     

    La ricerca del dentice il più delle volte, soprattutto usando i cefalopodi, viene effettuata pescando sul fondo e il piombo guardiano diventa un protagonista importante 

     

    Regole certe

    L’unica regola certa che abbiamo nella pesca è che le regole certe non esistono … quindi al dubbio di come possa essere più produttivo tenere il piombo non c’è una risposta definitiva che incaselli il fatto tra le cose giuste o sbagliate.

    Diciamo che ci sono delle condizioni diverse che possiamo analizzare, con lo scopo che dopo ognuno ne tragga le proprie conclusioni.

    Per avere il piombo più verticale possibile il peso deve essere apprezzabile tanto da vincere il più possibile gli attriti in campo.

    Questo significa che dovrà sollecitare la canna, la cui elasticità (una parte) sarà così impiegata dal peso della zavorra, rendendola più sorda alle sollecitazioni più modeste.

    Quando la zavorra è in verticale il contatto tra esca e canna è relativo, infatti prima che l’attacco  di un pesce arrivi alla canna il ritardo è apprezzabile, perché si deve aprire l’angolo tra linea del terminale e lenza, fino ad mettersi in asse e solo dopo evidenziarsi sulla canna.

     

    In questo disegno è riportato schematicamente un assetto col piombo a picco: è evidente che quel che succede all’esca arriva alla canna con molto ritardo ed anche in caso di strike passa del tempo tra ingaggio e reazione

     

    Il piombo da parte sua in questo periodo aiuterà un’auto ferrata del pesce, perché godendo di una inerzia importante si comporterà come un punto di stop che parteciperà a far infiggere l’amo, alla reazione del pesce.

    Al contrario perderemo tutti gli approcci più moderati all’esca, così come rischiamo di non vedere le reazioni di un’esca sotto attacco, ne l’assalto dei pesci disturbatori ad un cefalopode, con la conseguenza di ritrovarselo mutilato e inefficace senza che ce se ne accorga.

    Ultima considerazione è quella che una zavorra in grado di verticalizzarsi garantisce il contatto col fondo  in modo molto più preciso, con meno fuoriuscita di lenza

    Alleggeriamoci

    Con piombi più leggeri di certo raggiungere il fondo diventa più impegnativo e la zavorra tende ad essere molto meno verticale, però il contatto con l’esca e quel che le capita è enormemente più diretto.

    Oltretutto, soprattutto su fondali medio bassi per raggiungere il fondo è necessario rilasciare più lenza cosa che allontana le esche dalla barca, facendole pescare in zona più tranquilla.

     

    Il complesso pescante si allunga e l’esca lavora più lontano dalla barca a parità di lunghezza; il sistema ha un andamento più lineare e ogni vibrazione arriva più rapidamente in canna

     

    Anche la gestione di tutto il sistema è più agevole soprattutto per la maggiore leggerezza di brandeggio.

    Quando si cerca di raggiungere fondali impegnativi l’attrito aumenta e un piombo leggero si orizzontalizza e questo rende più probabili gli incagli sul fondo.

    La leggerezza però premia sempre ingaggi sospettosi con pesci di taglia maggiore che proprio per questo sono i più guardinghi

     

    Concludendo

    I pesci si prendono comunque, perché la stragrande maggioranza delle catture sono il frutto di una attività predatoria molto forte che induce il pesce ad abboccare a prescindere.

    E questo garantisce catture in numero tanto maggiore quanto maggiore è la frequenza delle sessioni.

    La cura dei particolari e la gestione ottimizzata di ogni sessione invece può rendere costante o alzare la media del ratio delle catture.

    Due modi diversi di affrontare la pesca.

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