Magazine Traina col Vivo

Pesci spariti ? Cosa fare ?


di Umberto Simonelli e Domenico Craveli

Il fatto che in alcuni giorni i pesci sembra siano spariti è una evenienza che interessa trasversalmente tutte discipline alieutiche.

Indistintamente che si parli di traina di superficie che di bolentino o traina con il vivo ci sono giornate in cui sembra davvero che i pinnuti si siano volatilizzati.

In questo articolo, però, prenderemo in considerazione principalmente la traina con le esche vive.

Fatti misteriosi

L’impressione che il mare sia vuoto è un fatto che capita senza segnali anche in quelle giornate in cui tutto lascerebbe pensare il contrario.

Situazioni a cui è difficile porre rimedio e le cui ragioni rimangono assolutamente confuse.

Nel trascorrere degli anni abbiamo formulato delle ipotesi che ci sono sembrate più attendibili di altre e che quindi vogliamo condividere.

Sempre con l’intesa che la pesca non è una scienza esatta e soprattutto che tutte le teorie che riteniamo consolidate possono essere sovvertite in un attimo.

L’importante è indagare e analizzare i fatti alla ricerca di indizi che ci aiutino a capire quel che succede e le eventuali soluzioni, sebbene in molte di queste circostanze è difficile venirne fuori.

Alla fine anche se gli scenari sono difficili val la pena non arrendersi perché se si getta la spugna prima del tempo il “cappotto” lo si subisce, quando invece andrebbe indossato con stile ..

 

 

Questo ecogramma rappresenta uno spot usualmente molto pescoso, incredibilmente deserto ..

 

Data recovery

A premessa di tutto c’è da ribadire un concetto basilare che deve essere patrimonio di ogni pescatore, ovvero quello di registrare e archiviare le condizioni generali che riscontriamo durante ogni sessione.

Stagione, orario, direzione ed intensità della corrente e del vento, temperatura dell’acqua, fase lunare, marea ed anche se c’è il sole o meno, sono una parte dei dati da ricordare, in modo da collocare la cattura o meno in un contesto che andrà a fare “statistica”.

In fin dei conti più è dettagliato il data base e maggiore sarà la capacità di individuare le prolificità di uno spot in un dato periodo, rispetto alle condizioni ambientali.

 

Ci sei ma non mangi

Questo ecogramma è dello stesso spot della foto precedente, come normalmente si presenta …

 

Quando riusciamo a marcare pesci e le attività sul fondo, ma le catture si fanno desiderare è evidente che qualcosa non quadra.

Spesso c’è di mezzo la corrente, che è determinante nell’attività di caccia dei predatori; infastidisce gli sparidi che non la amano e privilegia i pelagici come le ricciole che ne fanno un alleato.

Può accadere anche che i pesci siano concentrati su altre prede presenti ignorando le nostre.

In questi frangenti può succedere che modificare le strategie di pesca possa portare a dei risultati.

Sciopero della fame

Può succedere che le motivazioni di una scarsa attività possa essere dovuta alla mancanza di attività alimentare che caratterizza spesso l’atteggiamento dei pinnuti che possono protrarre questo digiuno anche per giorni.

In ogni caso l’unica opportunità che possiamo darci è quella valutare i momenti in cui l’attività possa riprendere con un’insistenza sulle poste molto “discreta” soprattutto sulle ricciole che poco gradiscono esche che insistono davanti al loro muso.

I momenti opportuni, che spesso in queste situazioni sono finestre strettissime, possono essere un repentino cambio di corrente, i colmi di marea, un cambio di vento o i canonici cambi di luce.

Sotto pressione

In questo spot, in uno scatto di pochi giorni fa,  la presenza di un predatore che interpretiamo come un  probabile tonno, ha improvvisamente bloccato tutta l’attività sul fondo …

 

Molto più spesso di quanto si immagini ecogrammi piatti, che ci raccontano un fondale in “vuoto spinto” sono solo le conseguenze della presenza di predatori importanti, come i tonni, i delfini o altri pelagici che inducono alla strategia dell’immobilità.

Tutto si ferma e la catena alimentare si blocca e molti pesci scompaiono letteralmente appiattiti sul fondo.

La soluzione è aspettare, magari allontanandosi dalle passate canoniche sondando zone perimetrali agli spot e in alcuni casi un accurato settaggio del sonar, con uno zoom sul fondo può svelarci segreti impensati.

Non c’è nessuno

 

La presenza del pesce, come abbiamo capito, è regolata da orologi complessi se non misteriosi e spesso non si sovvertono le sorti di una giornata avara, salvo alcune eccezioni come questo pesce che ha premiato la caparbietà ma anche qualche cambio di strategia …

 

Ci sono altri momenti in cui davvero su uno spot, che magari il giorno prima era super popolato, si registri la totale assenza di pesce.

E’ capitato tante volte durante battute di pesca subacquea dove tane stipate di saraghi e corvine sono rimaste deserte per giorni o in traina spot pescosissimi rimanere sterili per molto tempo.

I motivi sono misteriosi e ancora una volta ci muoviamo nel campo delle supposizioni.

I cambiamenti delle condizioni meteo ne sono la causa più frequente, come lo possono essere eventi sismici o sempre di natura geologica, che magari noi non percepiamo, ma che allontanano il pesce.

Poi ci sono spot che si desertificano per una eccessiva pressione di pesca e questo accade all’improvviso da un giorno all’altro; evenienze che succedono soprattutto nei posti frequentati dai dentici quando il prelievo è forte e metodico: le conseguenze possono durare per molti anni.

Concludendo

Possiamo comunque aggiungere che non ci sono soluzioni perfette e regole magiche che ci assicurino sempre un pesce in barca e guai se esistessero, perché di fatto il regalo più bello è già quello di essere in mare e poi è nelle difficoltà che si diventa veri pescatori …