Interviste

Quattro chiacchiere con Gino Anastasia

Voglio intervistare, questa volta un altro pescatore con la P maiuscola.

Non è solo un amico ma un uomo di mare a tutto tondo.

Pluripremiato velista, subacqueo, pescatore ma soprattutto un uomo innamorato del mare.

Parlo di Luigi Anastasia, per gli amici  Gino.

Personaggio noto soprattutto nel mondo agonistico del big game e non solo.

 

 

Gino non è solo un pescatore e un esperto di pesca ma è un esperto del mondo della pesca, un uomo che ha fatto dell’amore e della passione per il mare quasi lo scopo della sua vita.

Luigi Anastasia possiamo dire che è un uomo che “appartiene al mare” perché lui il mare lo conosce in tutte le sue dimensioni, da subacqueo, da navigatore e da pescatore.

Oltretutto Gino ha dedicato gran parte della sua vita alla didattica e alla divulgazione della passione alieutica, presiedendo il “Circeo Fishing Club”, che è stato, sotto la sua guida, uno dei Circoli Sportivi più prestigiosi di Italia.

 

 

Il “Circeo Fishing Club” ha sviluppato moltissime attività legate al mare e alla pesca, dalla valorizzazione del territorio, alla didattica, alle gare con una particolare attenzione i giovani, che trovava la sua massima espressione nella manifestazione agostana “Ragazzi a Pesca” che ogni anno vedeva, nell’area portuale del Circeo, oltre 200 ragazzini impegnarsi nelle prime esperienze di pesca.

Insomma l’espressione di chi, della pesca, ha una concezione molto ampia e proiettata nel futuro.

 

La poppa del “Bonaventura” , il gozzo di Gino, armata per una battuta in altura  

 

Ciao Gino e grazie di dedicare a me ed ai lettori di GlobalFishing magazine un po’ del tuo tempo.

 

D: E’ una domanda che pongo spesso ai miei virtuali ospiti ma che non resisto a non fare perché penso che ascoltare le storie sia affascinante. Quando e come Gino è diventato pescatore di canna?

R: La risposta è semplice ma allo stesso tempo complicatissima, perché nel mio animo si mettono in moto il ricordo di tutte le mie passioni.

Il mare è il mio primo amore e la mia ragione di vita.

Ho iniziato con le gare di pesca subacquea, in un momento in cui la subacquea era una vera avventura e ho avuto la fortuna di conoscere e confrontarmi con i grandi campioni, in un mare ancora vergine.

Nel mio cuore c’era però anche un’altra passione.. la vela e grazie ad un grande imprenditore che credette in me, ho iniziato una carriera di velista che mi ha portato a conoscere i mari del mondo e mi ha regalato un titolo mondiale e tanti titoli italiani.

 

 

Ma nei trasferimenti o nelle navigazioni oceaniche non è mai mancata una canna in acqua alla ricerca dei pelagici d’altura  ed è così che macinando migliaia e migliaia di miglia, ho appreso l’arte della traina d’altura,

D: Un argomento a te caro, i giovani … il profilo dei nuovi pescatori è cambiato ed i ragazzi non sembra più che rimangano affascinati dalla pesca .. cosa è cambiato e cosa, secondo te deve cambiare, per riavvicinare i giovani all’attività alieutica.

R: La strada più semplice, oggi, è forse la più complicata. Si dovrebbero organizzare corsi di avvicinamento alla pesca ricreativa per principianti, con lezioni in aula ed al mare, a partire dalla scuola dell’obbligo.

Gli argomenti dovrebbero approfondire tutti gli aspetti della pesca, dalla sicurezza nell’utilizzo delle attrezzature, alla conoscenza ed al rispetto dell’ecosistema, dell’ambiente marino, della flora e fauna costiera, dei pesci, fino ai problemi dell’inquinamento e della tutela ambientale.

D: Parliamo di pesca sportiva, che è una delle tue più profonde passioni e per la quale ti ho visto più volte soffrire.

Ed anche qui voglio domandarti cosa è cambiato nel monto della pesca sportiva e cosa e come invece dovrebbe cambiare?

 

 

R: Per quanto riguarda le gare di pesca sportiva, soprattutto dalla barca, oggi purtroppo è diventato molto complesso ed anche costoso.

Anche le regole cambiano vorticosamente e non sempre in meglio, campi gara poco pescosi e organizzazioni molto spesso meno che approssimate rendono complicato l’approccio alle gare.

A questo aggiungiamo che partecipare ad una gara il più delle volte significa trasferimenti impegnativi, costi di soggiorno e carburante importanti che pochi possono sostenere.

Per non parlare della tecnologia e delle attrezzature che poi sono veramente alti.

Alla fine il garista non è più un bravo pescatore che si confronta con altri bravi pescatori ma diventa un professionista.

Oggettivamente penso che “qualcosa” vada rivista !

D: Qual è il vero significato delle competizioni di pesca ..quello che va oltre il mero confronto di chi è più bravo?

R: Il significato di tutte le competizioni, almeno di quelle dilettantistiche, è lo spirito che ci porta verso un confronto aperto e leale.

Ed in mare questi valori dovrebbero essere ancora più importanti.

Nelle gare i partecipanti si incontrano, si misurano e si impegnano a superarsi, con il fine ultimo di primeggiare.

D: Ma chi vince una gara di pesca è davvero il più bravo?

R: Quasi mai chi vince è il più bravo in assoluto, la pesca anche se definita sportiva, non lo è.

Vi sono troppe varianti; primo tra tutte il caso, o fortuna o fattore C, come lo volete chiamare.

Puoi essere bravo come ti pare, ma se non stai nel posto giusto al momento giusto, non si pesca.

In realtà non ce alcun merito agonistico e sportivo nello strappare un pesce dal suo ambiente naturale, tuttavia ci sono realmente pescatori dotati di un sesto senso del pesce  capaci di prelevare più pesci degli altri.

D: Ma ora parliamo di pesca sul serio.. qual è la tua tecnica preferita, di pesca dalla barca ovviamente.

R: L’altura, è sicuramente la più emozionante, dove si fonde il mare con il cielo, dove si insidiano i grandi pesci, dove anche se sei su una grande barca, ti senti piccolo piccolo.

Si può praticare quasi tutto l’anno, ed in qualsiasi momento del giorno.

L’altura è la sublimazione di tutte le mie passioni, quella per le barche quella per la navigazione e quella per la pesca.

Non c’è nulla che io ami di più che navigare tra cielo e mare con le canne in pesca e trasalire quando la cicala urla impazzita: questa è la mia pesca o forse meglio la mia vita

 

 

D: E qual è stata la tua avventura di pesca della vita ?

R: Purtroppo parliamo di ricordi, tanti ricordi… ho avuto la fortuna di viaggiare e di pescare molto.

I ricordi che sono più incisi nel mio cuore, riguardano il mare limpido di Ponza, i segreti di Ventotene, l’ospitalità dei siciliani, l’abbondanza di pesce della Sardegna, il triangolo dei cetacei tra Liguria, Francia e Corsica, le grotte di Creta e Malta, l’umiltà e la modestia dei Capoverdiani o i piccoli villaggi dei pescatori delle Cayman, di Antigua o Guadalupe.

D: Qual è il tuo segreto per essere un bravo pescatore?

R: Non ci sono segreti, bisogna essere determinati, curiosi e forse anche un po’ sognatori.

E’ importante non fossilizzarsi mai sulle stesse abitudini e sulle stesse tecniche, pensare con la propria testa e stare sul pezzo.

Nella pesca servono inventiva, ragionamento, umiltà, serietà ma soprattutto il rispetto delle regole.

Il bello della pesca è che non ha età e non si finisce mai di imparare e di trasmettere le proprie esperienze.

D: Ed ora ti faccio una domanda difficile … un consiglio ai giovani di pesca e di vita …

R: Amate e rispettate questa meraviglia di nome MARE.

Se lo rispettate vi donerà la vita e una gioia infinita.

Grazie Gino della tua disponibilità e speriamo di vederci presto in mare per una nuova avventura di pesca.

U.S.