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Surf casting: Il segreto degli snodi

di Dario Limone

Lo snodo è l’elemento portante di un terminale da surf. Evita gli ingarbugliamenti del bracciolo, e permette di modificare lo status del calamento in relazione alle condizioni del mare.

La sua distanza dal piombo dipende infatti dall’intensità del moto ondoso, ed un bravo surfcaster deve essere in grado di intervenire sul trave per trovarne l’assetto migliore e più funzionale.

 

 

L’anatomia di uno snodo , è rappresentata generalmente dallo schema tipo che prevede la sequenza “stopper-perlina-girellina-perlina-stopper”.

Esistono poi delle soluzioni dove lo snodo è inserito su di un supporto di acciaio, quelle che chiamiamo  in gergo “ minitravi”

Attacco basso

Soluzioni geniali, che nella loro semplicità hanno rivoluzionato il modo di fare i terminali da surf, e di farli lavorare anche nelle condizioni più difficili

 

Nell condizioni di bassa turbolenza e mare piatto, ossia quando il piombo non si infossa e non deriva lateralmente rotolando, lo snodo posto vicino al piombo, sia sullo shock leader che su un minitrave, rappresenta la soluzione ideale, specialmente se utilizziamo braccioli lunghi.

Ma se anche con un po’ di onda, i garbugli si presentano con continuità, vorrà  dire che qualcosa nel bilanciamento del terminale non funziona.

Quindi si porta lo snodo su di qualche decina di centimetri, e si sostituisce il piombo magari ad ogiva, con uno che non rotoli.

 

Attacco alto

 

Quando il moto ondoso diventa importante, piombi da tenuta e snodi alti sono quanto si meglio si possa utilizzare per cercare i grandi pesci

 

Quando la mareggiata è in una fase importante,  e le onde generano forte turbolenza, lo snodo dovrà essere per forza di cose posto parecchio in alto.

La  posizione consigliata sarà di circa 80 / 100 cm al di sopra del piombo, che è bene sia una piramide o comunque una zavorra da tenuta.

Il bracciolo ad esso collegato avrà un diametro compreso tra lo 0.30 e lo 0.40.

Diciamo che questa è la lenza della tempesta, quella delle grandi occasioni, lo standard nelle condizioni di vero surf.

 

Doppio snodo

 

Nelle pesca delle mormore, si è soliti usare due snodi sul trave per armarlo con braccioli leggeri da ricerca.

La distanza più appropriata tra essi è, generalmente, di circa 120 cm.

E’ in assoluto lo schema più usato anche nell’agonismo, perché permette varianti notevoli, anche inserendo sui braccioli dei pop-up.

Ma due snodi li ha anche il calamento che ha fatto la storia del surfcasting, ossia il pater noster, ancora usato per la ricerca dei saraghi anche nella forte turbolenza con braccioli cortissimi.

Quindi lo snodo è il protagonista assoluto anche del surfcasting del secondo millennio, dove concezioni antiche, trovano applicazioni moderne alla luce di nuovi materiali ed accessori.