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Traina con il vivo : l’azione di pesca. Tutto quello che c’è da sapere

di Carlo De Rienzo

Analizzeremo qui di seguito alcuni degli aspetti di gestione dell’azione di pesca in traina con il vivo, una delle tecniche dalla barca più avvincenti ed antiche.

Trainare con le esche vive è quasi un’arte .. che impone, però,  una attenzione ai particolari non indifferente, che ci obbliga a non trascurare nulla.

In questa tecnica la vera protagonista, quando si insidiano predatori di pregio, come ricciole e dentici è la barca.

Ma oltre a porre attenzione ad un corretto allestimento, che rende l’azione  sicuramente più fluida e comoda, è la sua condotta che decide sulla incisività della pescata.

Postazione di pesca

Prima di entrare nel vivo ( è proprio il caso di dirlo) delle considerazioni spendiamo qualche parole riguardo l’allestimento.

Non ci sono regole assolute, ma la nostra barca sarà la “postazione di pesca” e dovrà essere studiata e organizzata per consentire azioni fluide senza sprechi di energie.

Ovviamente non ci riferiamo a grandi imbarcazioni dalla vocazione oceaniche, ma alla barca media, quella che sarà compresa nel segmento compreso tra i 5 e gli 8 metri.

Canne a portata di mano ….

Limite oltre il quale la gestione diventa molto più complessa e impone sempre un equipaggio organizzato.

Parliamo di barche dove spesso angler e skipper sono la stessa persona, che dovrà controllare canne e rotta.

Quindi porta canne comodi e a portata di mano saranno indispensabili, così come strumentazioni soprattutto ben visibili di cui dovremo conoscere a mena dito il settaggio.

Insomma dovremo poter riuscire ad avere il controllo totale della situazione, perché il coordinamento è tutto

Velocità sotto controllo

Si sa, ed è uno dei crucci maggiori, che la velocità di traina quando si pesca con il vivo deve essere non solo ridotta , ma soprattutto controllabile.

Non vi è ombra di dubbio che l’uso di un ausiliario, elettrico o a tradizionale, sia la soluzione più adeguata, nelle imbarcazioni medio piccole, così come il trolling valve lo è per gli scafi in linea d’asse.

Metodi che debbono fare i conti anche col portafoglio e che, per chi non se le può permettere, possono essere ovviate con le ancore flottanti o  “marchingegni”   come i trolling plate.

Il trolling plate è una delle soluzioni, per andare piano, che rappresentano il miglior compromesso tra spesa e risultato

Ma a parte i sistemi adottati è bene che ogni soluzione venga messa in pratica trovando i giusti compromessi e la perfetta padronanza; il che equivale a dire che ogni situazione va provata e fatta propria.

Direzione e non solo

Quando si calano le esche, l’obbiettivo è quello di farle passare nelle zone calde del fondale , ovvero nei punti dove è possibile che, per conformazione specifica delle rocce o della natura del letto marino  e direzione della corrente, sia più alta la possibilità di presenza dei predatori.

I pesci che attaccano prevalentemente sul fondo, come dentici, cernie e orate ( si avete capito bene anche le orate sono prede da traina) hanno bisogno che le esche vi nuotino il più vicino possibile, richiedendo passate molto precise.

Spesso una passata millimetrica attenta al verso della corrente è determinante !

Ma anche i pelagici, che cacciano più in altro tracciano rotte intimamente legate alla natura del fondo e alle correnti che, per salti batimetrici e conformazione , cambiano in punti e modi specifici.

Poiché l’attività di caccia e di attacco dei pesci è legata anche alla corrente presente, non è raro che alcuni punti siano più proficui rispetto ad altri perché proprio li le condizioni sono più ideali che altrove.

Ed allora starà nelle nostre capacità quella di condurre la barca in modo tale da avere il controllo totale delle esche che dovranno passare proprio nei punti caldi.

Leggere la corrente, valutare lo scarroccio e la profondità a cui navigano gli inganni ci farà modificare l’approccio di guida.

Impossibile esporre regole definite  per stabilire cosa fare, ma sarà la considerazione di tutti gli  elementi esposti che ci guiderà nello sperimentare questa sorta di tiro al bersaglio.

 

Approccio al fondo

L’esatta condotta di pesca, non potrà mai essere il portare a zonzo nel blu un’esca, perché sarebbe una soluzione che concederebbe successo solo ai più fortunati …

Le passate invece dovranno essere una sapiente gestione del gps e dello scandaglio, tenendo ben presente alcune cose.

 

Basta ripercorrere una posta nel verso diverso  per correre il rischio di fare una passata poco incisiva

Il verso con cui affronteremo dei punti segnati sul gps potrà dare al fondo una connotazione totalmente diversa pur transitando centimetricamente sul nostro obbiettivo e un cattivo settaggio dello scandaglio potrebbero evidenziare pesce o salti batimetrici irrilevanti o esattamente il contrario.

Quindi quando si guida attenzione a non perdere, ed è il caso di dirlo, la bussola perché le passate, in genere funzionano in un sol verso.

Esche in trazione

La gestione dell’esca è determinante.

Va assicurata sempre una corretta e costante trazione , affinché  passino dove vogliamo noi limitando più possibile scarrocci indesiderati e variazioni di quota .

Questo vuol dire anche saper sormontare la corrente o la deriva del vento per azzeccare il punto.

Ma il controllo della velocità è importante anche nel momento della cala per stendere bene la lenza e nelle curve.

Il controllo della traiettoria dell’esca e della quota è  basilare …

Quando la barca vira le esche tendono  ad affondare perché la loro velocità diminuisce e di conseguenza l’attrito dell’acqua che le spinge verso l’alto; questo può far si che si possano arroccare o divergere molto dalla traiettoria a seconda della corrente.

Al momento che rientreranno in tiro la loro velocità aumenterà di nuovo e potrà anche stimolare le aggressioni.

Se il fondale è particolarmente accidentato è bene incrementare il gas per mantenere la velocità degli inganni per poi  ritornare al valore standard una volta conclusa la virata.

Più esche in pesca 

Quando si pesca con più canne affondate col piombo guardiano è bene usare piombature diverse per far si che le lenze si allunghino in modo diverso tra loro.

Quando sarà necessario virare, intanto la virata dovrà essere ampia ma più veloce controllando cosa succede alle lenze e soprattutto alla loro incidenza rispetto alla superficie oltre che lo sbandieramento che ne consegue.

A volte è più importante lo skipper  dell’angler …

Sarà bene non dimenticare mai di virare dal lato dove la piombatura è maggiore recuperando qualche giro di manovella se serve.

Esche sotto controllo

Quando non si controlla la velocità o diventa difficile per le condizioni meteo, ricordiamo che la barca tende a posizionarsi con le murate parallele all’onda, le lenze invece andranno verso il cavo d’onda con una incidenza molto accentuata .

In questa situazione non si è più in pesca e , a patto di rimare sul fondo , uno strike diventa più un fatto casuale che cercato.

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