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A traina di Spigole con LOWRANCE

Asso Fishing Fili per la Pesca Sportiva

in colaborazione con:

Testo e foto di Umberto Simonelli e Pasquale Esposito

 

La traina costiera è una delle tecniche di pesca dalla barca tra le più diffuse ed anche divertenti, perché relativamente impegnative e molto spesso fruttuose.

Infatti non è difficile, anche senza essere dei super esperti, riuscire a divertirsi e magari portare a casa un bel pesce per la cena.

Tra le tante prede insidiabili su fondali di media e bassa, se non addirittura bassissima profondità, una su tutte è l’icona di questa tecnica, la sublimazione degli sforzi e delle aspettative di molti trainisti: la spigola.

La traina costiera di fatto è una tecnica che possiamo considerare, semplice quasi minimalistica perché basta una manciata di artificiali ed una canna per affrontare l’avventura.

Ma semplice non vuol dire facile perché ingannare un pesce con un’esca finta non è poi così scontato e bisogna mettere in campo astuzie ed esperienza.

 

 

Colori, dimensioni e tipologia di esca insieme alla profondità e alle velocità sono solo alcuni degli aspetti più importanti.

Se poi il nostro obbiettivo sarà la Regina dei bassi fondi, sua maestà la spigola, un aspetto determinante sarà la conoscenza dei fondali.

La spigola è il predatore costiero più difficile da insidiare proprio per le sue abitudini, per le modalità di caccia e per l’atteggiamento che cambia al cambiare della tipologia di fondale.

La spigola è un predatore “all round”, un giocatore a tutto campo, che non pone limiti al suo areale di caccia.

 

Le spigole a differenza di molti altri predatori mediterranei, che prediligono aree di fondale ben definite, possiamo trovarle praticamente su qualsiasi tipo di fondo. In base alle stagioni e alle condizioni meteo, con l’esperienza e un po’ di fortuna possiamo cercare di prevedere dove sarà possibile trovarle. Nostro principale alleato “tecnologico” in questa attività è sicuramente il SIDESCAN SONAR, tecnologia oramai alla portata di tutti ma non così facile da interpretare. Nella foto in basso possiamo vedere, in dettaglio, quali sono le differenze di visualizzazione delle varie tipologie di fondale naturale.

 

La troveremo ovunque ci sia possibilità di predare, dalle strutture portuali, alle foci dei fiumi, dai bassi fondali misti in cui non disdegna di infilarsi in qualche anfratto, fino alle spiagge dove insidia le sue prede percorrendo i canaloni scavati dalle onde.

L’aspetto che, nella ricerca della spigola, dovremo quindi tenere massimamente presente è il suo legame con il fondale.

 

I relitti sono spot magici per la grande quantità di vita marina presente, ma anche ricchissimi di insidie per i nostri artificiali, e proprio per quest’aspetto il sidescan è fondamentale, fornendoci immagini molto realistiche delle fattezze e della disposizione, che ci permettono di gestire perfettamente le nostre “passate”. Quello in foto è un vecchio peschereccio: ancora una volta il SIDESCAN si dimostra uno strumento indispensabile.

 

Ecco che in questa specifica attività di pesca giocherà un ruolo cruciale lo scandaglio.

Infatti la tecnologia con cui indagheremo sul fondo farà la differenza se saremo in grado di sfruttare strumenti che non si limitino a darci profondità e un’immagine generica del fondo ma ce ne svelino veramente i segreti.

 

Condotte sottomarine, spesso adagiate su letti di ciottoli e sassi di piccola e media dimensione, che rappresentano un ottimo rifugio per gli organismi marini più piccoli. Questi possono essere indentificati efficacemente anche con un buon eco tradizionale, ma come si può vedere nella foto  il SIDESCAN restituisce un immagine  che non lascia nulla all’interpretazione.

 

In questo la tecnologia Lowrance si pone al vertice delle soluzioni tecniche per un’azione di lettura del fondo che ci restituisca ecogrammi che non lascino dubbi ad interpretazioni.

Soprattutto in ambiti di pesca con fondali articolati, che variano velocemente le loro caratteristiche, spesso anche ricchi di manufatti e relitti ma soprattutto poco profondi.

 

E’ difficilissimo riuscire a marcare il serranide nel l’eco in modalità di traina perchè che si tratta di pesci estremamente sospettosi. Le spigole sono predatori con strategie di caccia molto raffinate e non sostano mai sulla sommità delle strutture sommerse o sul fondo, ma tendono a restarne ai margini, leggermente sollevate, in una sorta di posizione di pattugliamento. 

 

Il basso fondo è un ambito in cui l’uso di uno scandaglio senza specifiche tecnologie, diventa critico ed insoddisfacente rispetto alle necessità che impone la ricerca del nostro serranide.

Sarà vitale non solo vedere la presenza sul fondo di scogli, salti batimetrici od altro ma sarà importante soprattutto capirne natura e consistenza, per riuscire ad imbastire un’azione di pesca mirata ma anche evitare incagli “letali” per le nostre esche.

 

Una vera trappola mortale per ogni artificiale in traina.

 

Negli ecogrammi di questo articolo risulta evidente la risoluzione e la veridicità delle immagini dei bersagli sul fondo, caratteristica che ci garantiranno un’azione mirata.

Non sarà sufficiente la sola tecnologia a garantirci il carniere, perché l’esperienza e la conoscenza sono insostituibili, ma sicuramente aumenterà l’efficacia delle nostre battute.

 

E quindi solo se sapremo abbinare scelta degli artificiali, profondità e passate giuste alla conoscenza dei fondali diventeremo cacciatori di spigole

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