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Batterie di bordo …. gestione e capacità

Asso Fishing Fili per la Pesca Sportiva

di Umberto Simonelli

 

E’un’esigenza comune quella di garantirsi la massima autonomia elettrica possibile, quando si è in barca ed in pesca soprattutto.

Questo porta in genere alla tendenza ad aumentare la capacità in ampere/ora degli accumulatori imbarcati.

A volte questa esigenza viene risolta con il parallelo di più batterie

E’ la soluzione corretta?

 

Quasi sempre, nelle nostre imbarcazioni, generalmente di piccole e medie dimensioni, la necessità di garantirsi una autonomia di esercizio maggiore è successiva all’acquisto e risponde a esigenze che si manifestano in funzione dell’uso e delle esigenze che sono maturate .

Sia per prolungare al massimo le attività che per conservare i margini di sicurezza necessari, si tende a imbarcare batterie di grandi capacità.

Ma non sempre è la scelta risolutiva, perché gli accumulatori funzionano sulla base di precise leggi elettrochimiche e il buon funzionamento è legato ad un uso corretto e alla qualità della ricarica.

La soluzione di usare più accumulatori in parallelo è quella tecnicamente meno corretta, soprattutto se con batterie di caratteristiche diverse.

Infatti, anche se della medesima marca e capacità, non sono MAI perfettamente uguali tra loro e l’uso in parallelo, tanto in ricarica che in prelievo, non sarà mai equilibrato.

 

 

Sia l’energia assorbita che quella resa non saranno mai egualmente distribuite tra le due sorgenti; così come in fase di carica una raggiungerà prima dell’altra la tensione di fine carica e in fase di scarica una erogherà di più con il rischio di riversare la propria energia sulla “gemella”.

In entrambi i casi questo stressa i due accumulatori e, addirittura, se non fossero di pari carateristiche, si correrebbe il rischio di estremizzare gravemente le situazioni.

Durante l’utilizzo non avremo mai la possibilità di verificare realmente la carica degli accumulatori contando di avere la somma aritmetica delle singole capacità.

Ecco come è fatta dentro una normale batteria avviamento tradizionale. La tipologia di costruzione e la natura stessa del sistema fanno si che non esista una batteria uguale ad un’altra.

 

A questo si aggiunge che la carica COMPLETA di un accumulatore si ottiene tramite la “somministrazione” di una carica adeguata che in genere supera, in termini di energia erogata, quella di targa della batteria.

Vale a dire che, se paragonassimo un accumulatore ad un palloncino, per considerarlo perfettamente “carico” dovremo “gonfiarlo” un po’ di più del suo volume standard.

Ovvero dovremmo effettuare una carica che inverta completamente il ciclo elettrochimico.

Pertanto se sarà l’alternatore del motore l’unica fonte di ricarica, ci dovremo assicurare che non che gli Ampere siano adeguati, ma anche il tempo di funzionamento.

Perché spesso le tratte percorse non sono sufficienti a completare la carica in maniera soddisfacente.

Per di più un accumulatore conservato scarico subisce un processo nel tempo che ne riduce le prestazioni e ce se ne accorge solo quando le condizioni si estremizzano, come, ad esempio, un avviamento difficile.

Quanto detto è vero per la maggior parte degli accumulatori, ma lo è ancora maggiormente per quelli specifici per l’avviamento, che molto spesso, per ovvia semplicità, vengono usati anche per alimentare le apparecchiature di bordo, ovvero quell’impianto che chiamiamo “servizi”.

 

 

C’è da aggiungere per concludere, a chiarimento ulteriore, che la scelta di applicare su un 15 cv, ed è solo un esempio, una batteria di avviamento da 100 Ampere è assolutamente inutile e controproducente.

A batteria nuova e ben carica il motorino di avviamento girerà a meraviglia, ma con l’uso la batteria livellerà la carica e l’alternatore del motore non riuscirà mai ad erogare correnti adeguate a portare la batteria ad una ricarica completa e ci troveremo ben presto una batteria semi carica che nel tempo avrà una riserva di energia molto ridotta con performance scadenti.

Meglio un accumulatore della potenza consigliata dal costruttore del motore, che rimarrà sempre ben carico ed in perfetta funzionalità.

La soluzione

La migliore tra quelle possibili è imbarcare due batterie di pari caratteristiche, da alternare all’uso con regolarità, in modo da avere sempre un ampio margine di sicurezza.

 

Meglio ancora se la seconda batteria viene ricaricata tramite un ripartitore di carica intelligente, ovvero che riversi la carica del motore sulla seconda batteria SOLO quando la prima è già carica, garantendo così un processo ottimale.

 

 

 

 

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