di Umberto Simonelli
La stagione del tonno si profila all’orizzonte e gli appassionati sono già in fermento.
Attrezzature che si rinnovano o up grade di quelle esistenti … desideri e propositi da mettere in atto maturati durante le pescate passate.
Una delle innovazioni che molti mettono in atto, se di innovazione si può parlare è quella di usare il trecciato al posto del nylon.
Sicuramente un nuovo assetto che comporta non solo il prenderci la mano in pesca, ma in alcuni casi la sostituzione delle attrezzature.
Piccola sezione, grande carico di rottura

E’certo che il braid sta guadagnando posizioni di gradimento tra i pescatori di drifting molto rapidamente, malgrado ci obblighi a rivedere alcuni assetti di pesca.
Non davvero perché il multifibre faccia prendere pesci che non ci sono, ma perché grazie alle sue caratteristiche offre prerogative molto interessanti.
Ma per chiarire al meglio le cose abbiamo chiesto lumi ad un interlocutore d’eccezione come Michele Nodari che è un nome che non ha bisogno davvero di presentazioni.
Oltre ad essere il patron del marchio Normic leader nel mondo per la costruzione di canne da pesca per il big game e la traina, Michele vanta un’esperienza personale di pesca che pochi possono raccontare, maturata in tutti i mari del mondo e soprattutto come vero pioniere del big game nei nostri mari.
Michele conviene con noi che questo filato, sebbene di non più recente invenzione ma comunque in continua evoluzione, sempre più fino e resistente, può essere una vera marcia in più nell’esercizio del drifting pesante.
Oltre ad una notevole resistenza nel tempo che lo rende quasi indistruttibile a confronto del nylon, la rigidità consente sensazioni di pesca molto diverse, più dirette e non mutuata dall’elasticità del nylon.

Un po’ di cambiamenti
Ci sono comunque anche dei vantaggi tecnici non indifferenti, rappresentati dal diametro sottile, che poco viene influenzato dalla corrente e che quindi consente di pescare con meno zavorra a parità di profondità.
Ma oltre a ciò anche l’assetto in acqua se ne avvantaggia presentandosi naturale e a volte anche ben integrato nella scia sapida di pastura.

Fin qui gli aspetti più importanti, ma è anche bene ricordare che non tutte le canne sono idonee a lavorare con il multi e sicuramente quelle con i roller standard sono le meno indicate.
Anche il fusto è bene abbia una costruzione specifica che garantisca la particolare reattività, con anelli di gran qualità.
Nella produzione Normic- Miknor esiste una gamma specifica progettata appositamente per questo filato.

Una serie spiral combat ad anelli ed anche un prodotto equipaggiato di roller idonei sia per il nylon che per il multi grazie a passanti a rullo di disegno esclusivo frutto di anni di studio.

Aggiungiamo a completamento dei consigli, l’opportunità di porre attenzione allo shock leader ed al terminale, al fine di avere le misure che offrano un incremento di elasticità che il trecciato non offre e che andrà a integrare l’azione della canna e dello slittamento della frizione.



















