• I Piu' Visti

    In difesa del mare …. qualcosa deve cambiare !

    Asso Fishing Fili per la Pesca Sportiva

    Tutti i mari del mondo sono in sofferenza ….

    Lo stock ittico globale sta calando vertiginosamente e pericolosamente.

    Ma non se ne parla in modo incisivo e nei termini reali, come invece si dovrebbe.

    La responsabilità maggiore del depauperamento dei mari è principalmente la pesca intensiva oltre alle condizioni climatiche che stanno progressivamente cambiando.

    Potrebbe sembrare un paradosso poco credibile, ma non tutti sanno che sebbene lo stock ittico stia diminuendo molto velocemente, la pressione di pesca, al contrario, aumenta esponenzialmente.

     

    La pesca a circuizione è una delle forme di prelievo intensivo totalmente fuori controllo, che consente catture massive eradicanti

     

    Insomma meno pesce si prende e più ci si sforza per catturarne, complici tecnologie sempre più evolute e pescherecci sempre più potenti ed attrezzati.

    E’ veramente sbalorditivo come, malgrado quotidianamente si parli di ambiente, di transizione verde, di riscaldamento globale, di specie in estinzione, il problema dell’eccessivo, oramai insostenibile, sovrasfruttamento delle risorse ittiche sia invece del tutto trascurato.

    Non si tratta solo di decimare  delle specie viventi, ma qualcosa di tremendamente più importante.

    Lo abbiamo scritto altre volte, ma val la pena di ribadirlo.

    La fauna ittica è un elemento FONDAMENTALE nell’equilibrio del “sistema mare”, senza il quale anche il “sistema terra” soffrirà un irreversibile, inevitabile “crash down”….

    La stabilità del mare, la sua straordinaria capacità di mantenere un PH costante si sta compromettendo in modo grave, proprio per l’enorme diminuzione dello stock ittico …

    La rarefazione dei pesci infatti genera uno squilibrio molto serio.

    Parliamo di meccanismi biochimici complessi e perfetti che rischiano di interrompersi generando una catastrofica reazione a catena.

    Per dirla in soldoni, la considerevole diminuzione di pesce sbilancia l’equilibrio del mare e tra i tanti effetti gravi c’è una reale ripercussione sul “global warming”

     

    Lo strascico è un’altra tecnica molto invasiva, che quando viene effettuata illegalmente sottocosta, diviene un mezzo di vera devastazione

     

    Tra le cause responsabili del riscaldamento globale, le ragioni di cui sopra, non sono da sottovalutare solo perchè se ne parla meno .

    E’ imperativo che si inizi a pescare di meno, perchè pescare meno è l’unica “sostenibilità” accettabile: parliamoci chiaro, a poco serve raccontarci balle sulle maglie delle reti .. quando si raccoglie più di ciò che si produce.

    La pesca è un’attività estrattiva e il mare è una miniera dove si preleva senza reintegrare… e l’epilogo, di questo passo, è l’esaurimento del giacimento.

    L’unica soluzione è pescare meno di quanto la natura reintegri naturalmente.

    Noi attualmente ci siamo mangiati le uova, i pulcini ed anche la gallina ….

    Bisogna cambiare le regole della pesca industriale ed anche artigianale, non si può pensare di continuare a cintare tonnellate di riproduttori, magari anche durante la frega, e farla franca ..

    Ma non si può neanche pensare di continuare a mollare chilometri di rete sotto costa, magari sulla posidonia, sperando di poter continuare a pescare dopo aver eradicato ogni pesce.

     

    Le reti sottocosta sono un’altro “cancro” ….che affligge un habitat delicatissimo, dove ha inizio la vita in mare …

     

    Oltretutto una politica di tutela che attui dei criteri “sostenibili” ( ma dalla natura)  di prelievo sarebbe interesse degli operatori stessi oltre che un atto dovuto da chi dovrebbe tutelare l’ambiente.

    Sicuramente va completamente rimodulata la politica della pesca industriale, nel mondo e non solo nel nostro paese.

    E non ci si spiega  come la politica ma anche e soprattutto il mondo ambientalista, che spesso si batte per obiettivi di discutibile importanza, non sfiori mai l’argomento pesca industriale.

    Vanno create nuove mentalità e pescatori evoluti.

    Va rigenerata una categoria che fa sfruttamento indiscriminato e poca impresa.

     

    Un’immagine che si commenta da sola, alla quale è superfluo aggiungere qualsiasi parola …

     

    Ma anche nel mondo ricreativo e sportivo non si scherza  e dovrebbe cambiare qualcosa.

    Spesso foto di pescate a dir poco esagerate, fanno bella mostra di se nelle pagine social di alcuni fanatici pescatori… decine di pesci allineati per razza e misura, misera prova di chissà cosa.

    Per non parlare di multicatture sciorinate con sorrisi trionfanti per mostrare al “globo ” la propria bravura.

     

    Questa non è pesca ricreativa …. (fonte  web)

     

    La pesca vista così è solo predazione: non ci interessa le leggittimità dei prelievi e ancor meno di quale fine farà tutto quel pesce, perchè non è questo lo scopo del discorso e nemmeno questa la sede adeguata per farlo.

    Ci interessa far capire che il prelievo massivo, con la logica di “tanti quando capita” , “fin che c’è esca”, “tanto se non lo faccio io lo fa un altro” o peggio ancora ” il danno lo fanno le cianciole”, ci pone esattamente sullo stesso piano di chi critichiamo.

    Perchè, e vale per tutti, quel che pescheremo oggi, di questo passo, non lo potremo pescare più domani.

    Umberto Simonelli

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