La spiaggia nuova: come capire le potenzialità di uno spot sconosciuto

La spiaggia nuova: come capire le potenzialità di uno spot sconosciuto

Di Dario Limone

 L’estate è il momento più atipico per pescare dalla spiaggia, ma è anche quello in cui molti appassionati hanno possibilità di conciliare qualche battuta con le ferie estive. Trovarsi lontano dalle proprie zone può mettere in difficoltà anche un esperto, ma l’esperienza può venirci in aiuto… perché saper leggere uno spot, è alla base della tecnica

Quando ci accingiamo a pescare in un posto nuovo, il sopralluogo preventivo è un obbligo. Osservando la superficie del mare durante le ore centrali della giornata, riusciremo a vedere delle zone più scure, che corrispondono ad una maggiore profondità. Questo fenomeno evidenzia la presenza di buche o di canaloni, che ci ritornano utili in fase di pesca. Dove il mare è più profondo, l’esposizione dei bivalvi, degli anellidi e dei crostacei è maggiore e quindi si crea il pascolo dei pesci.

Profilo della spiaggia

orata 

Profilo e granulometria della sabbia sono gli indicatori che ci fanno percepire con ottima approssimazione cosa c’è davanti alla nostra potenziale postazione

Osservando il profilo di una spiaggia non vedremo una linea retta, ma rientranze, punte ed a volte scalini di sabbia. Dove le rientranze sono molto profonde o c’è uno scalino di risacca alto ci indicano che il mare antistante è più profondo. Viceversa la punta, che può estendersi per decine di metri ci segnala una minore profondità. La maggiore profondità è espressione di passaggio di pesce. Prendendo della sabbia in mano possiamo capire, se il mare è abitato o meno da pesci. La presenza di gusci di bivalvi o di anellidi nel sottoriva sono espressione di fertilità. Bisogna solo aspettare il momento giusto per entrare in pesca. Ricordate, che in Italia c’è il divieto di pesca dalla spiaggia dal 15/6 al 15/9 dalle ore 8,00 alle ore 20,00. E’ possibile pescare dalle ore 20,00 alle ore 8,00.

Granulometria della sabbia

 esche da surf

I bivalvi sono esche sempre valide, specie nelle spiagge i cui fondali antistanti ne sono ricchi. Se notiamo delle conchiglie tra i granelli di sabbia..siamo nel posto giusto!

Una sabbia molto fine indica, che in quel luogo ci sono frequenti mareggiate ed un basso fondale. A circa 100 mt dalla riva ci saranno circa 2-3 mt di profondità. Una granulometria media ci dice, che le mareggiate non sono molto frequenti e che a 100 mt avremo circa 5 mt di profondità. Un discorso a parte lo meritano le spiagge ciottolose, tipo quelle calabre; già a riva abbiamo 2 mt per arrivare e superare i 10 mt di profondità a 100 mt. Questi indicatori ci orientano verso il tipo di pesca da praticare. E’ evidente, che su una spiaggia bassa si insidiano i grufolatori (mormore, orate, etc. ), mentre su una spiaggia alta tutti i pesci di mezz’acqua o di galla ( boghe, sugheri, aguglie, etc. ). La spiaggia di media granulometria può offrire un po’ di tutto; questo tipo di spiaggia lo troviamo di frequente in Sardegna.

Foci

 surf

Nei pressi delle foci non è necessario avere onda affinchè si instauri la catena alimentare, i nutrienti vengono dal corso d’acqua dolce. Di solito queste zone sono poco frequentate dai bagnanti e in estate possiamo trovarci in spiaggia anche prima delle fatidiche ore 20 ….

In un momento di stasi delle mareggiate fertilizzanti gli arenili, la foce è una location, che può risolvere la battuta di pesca. Quando si pesca in foce è importante conoscere le maree per l’entrata e l’uscita dei pesci. Generalmente le foci sono luoghi di predazione e la gara si disputa tra serra e spigole, ma a volte c’è anche sua maestà la leccia amia.