Il mulinello da Slow Pitch : come sceglierlo in modo ragionato

Il mulinello da Slow Pitch : criteri di scelta

Di Marco Rasicci

Nella tecnica dello slow pitch il momento decisivo nell’azione di pesca è il recupero. E’ in questa precisa fase che l’esca deve trovare la sua perfetta animazione. Una animazione che, come abbiamo detto più volte, non sarà data dal movimento impresso alla canna dal pescatore, bensì dal lavoro di riavvolgimento del mulinello. La flessione della canna, la velocità impressa al “ferro” e gli stop & go ripetuti saranno “la danza” che ammalierà i nostri pesci. Per ottenere tutto ciò in modo perfetto il ruolo svolto dal mulinello è di fondamentale importanza

Una scelta … rotante

slow pitch

Il mulo nello slow pitch è un componente di primaria importanza perchè è grazie alla sua azione di recupero che si anima l’esca

I mulinelli per lo Slow Pitch, che offrono le prestazioni migliori, sono, senza dubbio, quelli a tamburo rotante. Ovviamente di tipologia specifica che individueremo a seconda delle nostre esigenze, abitudini e manualità, tra quelli presenti sul mercato. La raccomandazione è di orientarsi su prodotti di qualità e con i quali si instauri il giusto feeling, perché è fondamentale che il mulo ci calzi a pennello, dobbiamo sentirci a nostro agio, insomma …

Questione di forma

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Un mulinello con guida filo a profilo basso, di derivazione casting

Nelle logiche di scelta potremo trovarci di fronte a più possibilità, confrontandoci con muli differenti per impostazioni costruttive. Ci sono attrezzi a basso profilo o ad alto profilo, con la manovella a destra o a sinistra, provvisti di guidafilo o meno. Ma non sono questi elementi determinanti a fare un mulo migliore di un altro o più efficace nel suo funzionamento. Sono solo caratteristiche che possono contribuire a farci reperire l’attrezzo che più si adatta al nostro modo di pescare. Sulla presenza del guida filo, ad esempio, i pareri sono discordi, c’è chi lo ritiene poco adatto nel caso ci si debba confrontare con prede importanti e chi lo ritiene indispensabile per un riavvolgimento sempre perfetto. In questi casi ritorna in modo importante il concetto di qualità e di robustezza meccanica, che sono aspetti da non trascurare per non ritrovarsi tra le mani un giocattolo che non ci soddisferà ma che soprattutto potrebbe farci perdere i pesci.

Caratteristiche decisive

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Un mulo leggero, con profilo più alto. Soluzione altrettanto valida

Quando si è in procinto di procedere all’acquisto i principi di selezione che potremmo adoperare potranno essere quelli di scegliere solo prodotti che presentino le seguenti caratteristiche. La capienza della bobina ci dovrà assicurare di poter contenere almeno 300 metri di trecciato dello 0.20/ 0,30.  Il rapporto di recupero ci dovrà permettere di riavvolgere ad ogni giro di manovella dai 90 ai 70 cm, il che si traduce in un rapporto di recupero che va da 8/1 ad un minimo di 6/1. Ricordiamo sempre che nello Slow Pitch è l’azione del mulinello, attraverso il giro di manovella, che innesca l’energia che fa scattare l’artificiale verso l’alto.  Altro elemento fondamentale è la qualità della frizione e la sua tarabilità. E scontato dire che i mulinelli dovranno avere una frizione micrometrica e una fluidità tale da permettere la fuoriuscita del trecciato con la massima regolarità

Perché rotante?

In questa tecnica il perfetto controllo dell’azione di pesca è vitale. Un mulo a tamburo rotante, a differenza di uno a tamburo fisso, ci consente sempre il massimo contatto con l’esca e soprattutto l’uso è molto più fluido; con una sola mano si può azionare lo sgancio per la fuoriuscita del trecciato e allo stesso tempo se ne controlla la velocità senza mai staccare la mano dal mulinello. E’ più facile, durante la discesa, eseguire dei brevi Stop and Go dell’artificiale, regolare la frizione in combattimento e soprattutto percepire perfettamente quando l’artificiale è arrivato sul fondo.