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Maneggiare con cura …

di U.Simonelli e D. Craveli

Siamo nel pieno della stagione estiva e la voglia di pescare è tanta e l’euforia  per le prime catture è al massimo.

Però non bisogna mai abbassare la guardia, perchè maneggiare un pesce, anche se di piccole dimensioni, può avere dei rischi.

Non tutti ci pensano, ma i pesci possono essere pericolosi se maneggiati sbadatamente e senza le dovute attenzioni.

Un’ottima giornata coronata da una bella cattura può diventare un ricordo da cancellare per emozioni di tutt’altro genere.

L’entusiasmo gioca brutti scherzi e una spina, un dente affilato o un amo esposto possono riservare bruttissime sorprese.

 

 Tracine & Scorfani

 

Parliamo di tutti gli appartenenti alla famiglia delle tracine, insieme a quella degli scorfani, anche se di piccole dimensioni, possono causare dolorosissime conseguenze se veniamo accidentalmente punti.

Le spine dorsali e quelle in prossimità degli opercoli, sono in grado di iniettare un dolorosissimo veleno.

Nel caso avvenisse, essendo il loro “veleno” una tossina termolabile, basterà immergere la parte colpita in acqua caldissima.

 

 

Le conseguenze possono essere solo molto dolorose ma in alcuni casi, nell’evenienza di una particolare sensibilità, l’evento può trasformarsi in un fatto molto serio e  rivolgersi al medico diventa indispensabile.

 

 Pastinache, Trigoni e Aquile di mare 

Pastinaca

 

Un’altro gruppo di pesci pericolosi, anche se in genere frutto di catture accidentali, sono le pastinache, i trigoni e le aquile di mare.

Capita che di pescarle a bolentino o in drifting, abboccano ai palamiti e a volte anche alle esche vive trainate.

Sono tutti potenti predatori ed hanno la comune caratteristica di avere una coda  a frusta, armata di una sorta di aculeo che può causare ferite e lacerazioni dolorose e ad alto rischio di infezione.

 

Trigoni

 

Addirittura i trigoni hanno anche una ghiandola velenifera che inietta una una tetra-tossina molto dolorosa che può portare conseguenze importanti.

 

Aquila di mare

 

In caso dovessimo ferirci con tali pesci serve necessariamente il supporto sanitario di emergenza.

Lo spinarolo

 

Rimanendo in tema di aculei e rostri pericolosi c’è un pesce che vanta il record un  di ferite pericolosissime inflitte ai pescatori, ed è lo spinarolo.

Un piccolo squalo, molto apprezzato per le sue carni che però ha due pinne dorsali armate di due terribili aculei.

Durante la slamatura dibattendosi può essere pericolosissimo, non solo per noi ma per tutto ciò che c’è intorno, parabordi e tubolari compresi.

La ferita che può infliggere può creare emorragie importanti, che in mare possono essere un grave problema.

Cernie, dentici, serra & co ……

 

Nel tenerli in posizione da trofeo per una foto, o tentando di slamarli,  ferirci con le loro branchie, le spine dorsali o con la loro dentatura da “guerra”, è un attimo.

Gli opercoli branchiali  e quelli delle cernie in particolare, sono dotati di appendici taglienti, e infilarvi dentro una mano, significherebbe successivamente toglierla con difficoltà, riportando dannose e dolorose conseguenze.

 

 

Le grandi ricciole …  che, sebbene non abbiano denti, con il loro apparato boccale armato di una miriade di piccolissime punte taglienti , potrebbero scartavetrarci mano o un  braccio, se incautamente li infileremo  dentro, considerandolo un sicuro appiglio per sollevare il pesce, specie se ancora vitale.

 

Le conseguenze di una “brutta presa” di una “big lola”

 

Il pesce spada

Ma c’è un’altra preda, desiderata da tutti i pescatori, veramente pericolosa: il pesce spada.

La sua “spada” è un vero e proprio rasoio e un malaugurato incontro con il suo filo è veramente drammatico.

Sferrare fendenti è nella strategia del pesce sia come difesa che per la cattura delle sue prede ed un pesce vitale, fuori controllo, nel pozzetto o mentre lo si tira su è un killer a piede libero

Le esche vive

Sia in fase di slamatura che di innesco bisogna porre attenzione; infatti pesci come occhiate, lecce stella e sugheri, possono lasciare brutti ricordi.

 

 

Le prime con le loro spine dorsali, e i sugheri con le placche ossee caudali, sono in grado di infliggere punture e abrasioni molto dolorose.

E’ conveniente  svolgere le operazioni uno straccetto bagnato o una pelle di daino come quelle usate per l’automobile.

Anche le seppie sono in grado di farsi sentire con dolorosissimi morsi che sferrano, con il becco  nel tentativo di difendersi; il taglio può essere profondo e difficile da dimenticare.

 

Concludendo

L’elenco potrebbe tranquillamente continuare;  naselli, sciabola, palamite e  pesci pettine possono essere veramente pericolosi.

Ma un’altro rischio a cui spesso si va incontro è quello rappresentato dagli ami e soprattutto dalle ancorette.

 

In un ultimo guizzo, il pesce può sviluppare una forza incontenibile per tentare la fuga e conficcarsi punta e ardiglione nel dito è molto più comune di quel che si pensi.

E allora, massima prudenza  e non roviniamoci le vacanze!