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Prede d’inverno: la spigola

di Domenico Craveli

La spigola nel cuore e nella mente dei surfcaster , è il predatore per eccellenza ed presente lungo tutte le coste italiane.

La si può insidiare durante l’arco dell’interno anno; infatti con la variazione climatica attuale, non esistono più periodi stagionali specifici per tipologia di pesce, ma possiamo parlare di maggiore o minore presenza.

Habitat e abitudini

 

 Una spiaggia in condizioni da spigola: sabbia a granulometria media, canalone lungo costa subito a ridosso del gradino di risacca, mare formato, e bassa pressione

Il suo habitat preferito è la spiaggia durante le mareggiate, o la foce dei fiumi, dove non disdegna di risalire anche per chilometri.

Un altro spot gradito sono le scogliere naturali od artificiali a ridosso delle spiagge.

E’ un pesce dal carattere bizzarro ed arriva quando meno te lo aspetti.

Per lei non esistono regole ferree,  ed anche una tranquilla serata con mare calmo all’insegna delle mormore, può regalare la spigola della vita. Gli esemplari piccoli sono gregari e non è raro assistere a catture multiple; ovviamente il rilascio è obbligatorio.

Gli adulti cacciano solitari od al massimo in coppia.

Ha il corpo slanciato, muscoloso e privo di grasso, da’ l’idea del pesce possente, che con la sua ampia e forte coda, preda il pesce foraggio in difficoltà tra i marosi.

Non è raro vederne stagliata la sagoma nel profilo dell’onda, quando quest’ultima si innalza,  prima di rompere sulla battigia.

Praticamente onnivora, ha la dieta tra le più ampie del mondo sommerso.

Può essere ingannata da un filetto di sardina, da un granchio, da un verme o da un succulento bivalve.

Se inneschiamo un pesce esca vivo, il più gradito è il cefalo, ma non disdegna un sarago, una salpa od altro, le vibrazioni della preda, la portano in un attimo a sferrare l’attacco.

Per i deboli di stomaco ci fermiamo qui!

Un tempo non aveva antagonisti in natura, ma con la presenza dei serra le cose sono cambiate.

Molto spesso sentirete dire, che per la pesca dei serra, i filetti più indicati sono quelli di spigola, e questo la dice lunga su quello che succede lì sotto.

 

Mare calmo o poco mosso

 

 

Ore centrali, acque velate, freddo e scaduta in fase avanzata, le condizioni migliori per la spigola nelle stagioni di mezzo, specie innescando il vivo, o esche voluminose e proteiche come la seppia

 

In queste condizioni possiamo insidiarla in un habitat dove può effettuare gli agguati, ovverosia  le scogliere sommerse a protezione delle spiagge e le foci dei fiumi.

La spigola è un predatore, che sfrutta più la sua potenza, che la sua velocità per ghermire le prede.

Come tutti i predatori si alimenta contro corrente, quindi prima di lanciare le esche dobbiamo capire qual è il moto dei flussi, che depositano le sostanze organiche sul fondo.

Ricordiamoci sempre, che la predazione in natura deve avvenire senza eccessivo dispendio di energia.

Questo ci aiuta a selezionare i migliori posti di pesca, dove la regina tende i suoi agguati.

Alle foci dei fiumi il miglior momento per la predazione è la bassa marea, quando la corrente porta il fiume a scaricarsi nel mare.

 

Mare mosso

 

 Un bel pesce strappato dalla furia delle onde con una potente 2 pezzi dotata di rotante

 

Per il surfcaster il mare mosso si associa alla presenza di saraghi nella schiuma e quella delle spigole nei canaloni.

La spiegazione è, che gli sparidi grufolatori, spazzolano nel sottoriva tutto quello che le onde hanno esposto, mentre il serranide si infila nel canalone, dove c’è minore corrente, per intercettare tutti i pesci, che sarebbero in difficoltà ad affrontare il moto ondoso.

I piccoli pesci che avranno la sfortuna di incontrare la spigola nel canalone, cercheranno la fuga tra le onde, e lì vince la regina.

 

Travi & terminali

 

Braccioli lunghi su dispositivi affidabili anti groviglio sono alla base del successo con un pesce che può essere altamente sospettoso

 

Il trave per il mare calmo o poco mosso avrà un solo snodo alto; tipo short rovesciato. La sua lunghezza sarà di 1,20 mt con lo snodo a 5 cm dall’asola.

Il suo diametro oscillerà tra lo 0,35-0,50, dipende dal peso del piombo e dalla distanza da raggiungere. Il terminale sarà dallo 0,22 allo 0,28 lungo dai 2 mt in poi.

Useremo un amo tipo Aberdeen per anellidi e filetti, mentre un beak per tutti gli altri inneschi. La misura dell’amo è direttamente proporzionale all’esca.

E’ opportuno non dimenticare il filo di lycra per irrobustire gli inneschi.

Il trave per il mare mosso  avrà uno snodo alto, tipo short rovesciato.

Lungo 1,20 mt con lo snodo a 5 cm dall’asola. Il suo diametro oscillerà tra lo 0,50-0,60 mm. I terminali partono dallo 0,25 in poi. Il diametro del terminale valido è quello, che non si ingarbuglia, per tale motivo anche uno 0,50 mm potrà andar bene.

La lunghezza del terminale  è tra i 50-80 cm.

 

Le Esche

 

Un piccolo muggine è in assoluto l’esca migliore se il mare non è mosso. Quando le onde non smuovono il fondo, attivando il pascolo, il vivo rimane l’unica possibilità per arrivare alla cattura

 

La spigola ha un’alimentazione a 360° gradi; infatti gradisce tutti gli anellidi, i bivalvi, i filetti di pesce, flotterati o meno, ed il vivo presente nel suo territorio di caccia.

Importantissimo è avere cura nel rendere le esche il più naturali possibile: stiamo insidiando un predatore, che in abilità e scaltrezza non è secondo a nessuno.

La cattura di una spigola raramente avviene per fatalità.

Va cercata ed insidiata con i giusti inganni.

La sua lunaticità la rende un pesce epico, specialmente se di taglia xxl …

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