di Umberto Simonelli
Concludiamo con questo articolo un percorso guidato che ci ha introdotto alla pesca a traina ai calamari.
I calamari sono il desiderio segreto di tutti i pescatori dalla barca e la loro pesca oltre che essere affascinante di base, assume sempre connotazioni complesse, cosa che la rendono sempre più intrigante.
Proprio perché questi cefalopodi hanno un atteggiamento molto variabile, difficile da prevedere e che solo una lunga esperienza può aiutare ad interpretare.
Come abbiamo detto infinite volte, sembra che i calamari siano animali bizzarri, difficili da prevedere come fossero dei magici folletti.
In realtà sono solo animali la cui esistenza è protesa alla predazione e la loro presenza è legata di conseguenza alla presenza di prede.
Prede che dipendono a loro volta da un ulteriore anello della catena alimentare che è rappresentato da ciò che costituisce il loro cibo, minutaglia o plancton che sia.
Tutta questa grande “giostra” è influenzata da tante situazioni concomitanti, prima tra tutte la luminosità lunare e poi la temperatura e la corrente.
Il foraggio, ovvero la mangianza oggetto delle attenzioni dei calamari, si sposta lungo la colonna d’acqua in funzione di questi parametri e quindi varieranno le batimetriche di pesca.
La luna influenza la vita del mondo sommerso non solo di notte, ma anche di giorno, perché le fasi lunari in realtà sono la conseguenza del posizionamento del nostro satellite rispetto a terra e sole.
Cosa che fa sommare il suo effetto gravitazionale a quello del sole generando maree più importanti e correnti maggiori.

La luminosità notturna modifica anche l’attività trofica dei pesci rispetto ai periodi di buio.
Insomma un cambiamento ciclico molto importante che scandisce non solo la vita del mare, ma anche quella sulle terre emerse, piante ed animali, uomo compreso, come spesso ci avranno insegnato i nostri nonni.
A tutto questo si aggiunge la visibilità che gli artificiali assumeranno in acqua in funzione della luminosità presente e della profondità.
Anche la temperatura dell’acqua avrà la sua importanza.
Infatti temperature basse porteranno l’attività di ricerca del foraggio dei calamari più a galla, mentre le temperature maggiori più a fondo.
Il riferimento in gradi per ciò che si intende come temperatura bassa in superficie è di un range compreso tra i 12 e i 16 gradi.
La temperatura più alta è sgradita ai calamari che normalmente vivono in profondità dove le temperature sono stabili estate ed inverno.
Aggiungiamo al quadro generale anche la presenza di corrente, che è più sostenuta con la luna piena, in seguito alle maggiori escursioni di marea.
Attenzione però perché ogni zona di pesca risente diversamente dell’escursione di marea e della corrente in funzione dell’andamento dei fondali, con la conseguenza di minimizzare o esaltare il fenomeno.
Se volessimo schematizzare i concetti, cosa sempre complicata, potremo riassumere nel modo seguente.

- Rispetto al ciclo lunare i momenti teoricamente più fruttuosi sono quelli di luna crescente
- Con la LUNA PIENA i colori consigliati sono le livree naturali, quindi imitative, che abbiano presenti il rosa, il viola, l’azzurro (cromie normalmente presenti in tutti i pesci foraggio)
La pesca è consigliata dal cala-sole all’alba, con periodi di attività alternati a periodi di stasi totale
- Con il BUIO completo i colori consigliati sono il glow e l’ UV perché risultano molto visibili ed evidenti; ciò non toglie che si possano abbinare livree specchianti.
La pesca è consigliata dopo il cala-sole per due o tre ore o all’alba per due ore, aumentando la profondità al crescere del giorno
- Con la luna calante/ luna crescente sono consigliati i colori naturali dove siano presenti il rosa, il viola, l’azzurro le livree UV.
La pesca è consigliata un’ora dopo il cala-sole e durante tutta la notte fino alle prime luci dell’alba con periodi alternati di attività e stasi.

Ricordiamo sempre che la corrente è importante e sicuramente le catture avvengo sempre e solamente in una direzione, pertanto sarà importante ricordarsi il verso in cui sono avvenuti gli strike.
Ultima accortezza, nei mesi freddi è consigliato l’uso dei pesciolini più grandi.
Concludendo è bene precisare che quanto detto in precedenza è il frutto di un percorso personale e non rappresenta regole assolute; è la condivisione di spunti da cui si può perfezionare le proprie regole, alla luce del nostro stile e dei nostri spot di pesca.



















