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Per un pezzo di pane ….. l’esca più antica del mondo

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Per un pezzo di pane ….. l’esca più antica del mondo

Di Michele Prezioso

 

Che il pane sia una delle cose più buone che l’uomo potesse creare lo hanno capito pure i pinnuti; infatti, la maggior parte dei pesci del sottocosta non sa resistere al suo fascino fragrante, decretandolo un’esca eccezionale.

In passato, quando non c erano ancora tutte le pasture, le esche pronte in  busta ed in barattolo, era il pane il vero protagonista del molo. Ogni pescatore aveva in un angolo una busta di carta in cui conservava gli avanzi; fettine, molliche, qualche crosta e quando si decideva di andare a pesca l’esca era lì bella e pronta.

Ricordi di un tempo

Senza troppe sosfisticazioni, anche con un’attrezzatura improvvisata e un pò di pane si possono insidiare bellissimi pesci

Ai più giovani l’idea di andare a pesca con del pane secco nella cassetta farà sorridere, abituati come siamo a servirci di prodotti industriali dove si condensano i segreti e le esperienze dei campioni e dei chimici. Ma è anche vero che il pane domestico, quello del fornaio per intenderci, oltre ad essere sempre disponibile e pronto anche per una pescata dell’ultimo momento, se sapientemente lavorato è un’esca molto redditizia oltre che molto economica. Saper pescare con il pane, poi, pone le basi per le tecniche più sofisticate, che a nulla servono se dietro non c’è quello che noi chiamiamo manico.

Pesce & pane

cefali in frenesia sul pane

Sebbene il cefalo, il re del porto, sia ghiottissimo di pane, rimane pur sempre una preda difficile

Quando si parla di pane e di pesca, la preda che viene subito in mente è il cefalo, ma “ad un pezzo di pane” non resistono , udite udite, le occhiate, i saraghi , le orate, le mormore e, tenetevi forte, anche le spigole. La forza micidiale del pane è quella di essere esca e pastura insieme: niente di più catturante! A pensarci bene, nelle nasse in uso per fare esca, ci si mette il pane e il fatto di sfaldarsi, rilasciando in corrente diafani pezzettini, fa impazzire i pesci che, risalendo la scia, cadono in trappola. Un’altra dimostrazione della potenza del pane la possiamo verificare in drifting, sia leggero che pesante, quando lo si aggiunge al brumeggio di sarde. La naturale attrattività, il richiamo visivo che genera quando si disperde in acqua formando una nuvola ed il trasporto delle sapidità rappresentano un incredibile valore aggiunto alla pastura. Soprattutto quando si pesca a sparidi sul fondo, tanute in primis, l’effetto è devastante.

Come fare

sarago

Anche il sarago non disdegna il pane; se ben proposto può essere un’esca vincente

Lavoro lungo ma dai risultati garantiti: si immerge il pane raffermo in acqua e lo si fa bagnare completamente e successivamente lo si netta di tutte le parti dure che non si sono ammorbidite. Quindi si formano, dopo aver lavorato a lungo la pasta, delle palle che devono essere asciugate dal liquido in eccesso avvolgendole in un panno di cotone. Quando avremo la giusta consistenza potranno essere aggiunti aromi e profumi ….. come vedremo in seguito. Per correggere la consistenza, se l’impasto è troppo morbido si possono adoperare la farina o il pan grattato. Oggi una valida alternativa è il pancarrè o il pane all’olio, più facili da lavorare.

occhiata

Le sospettosissime occhiate spesso cadono nell’inganno di un fiocco di pane aromatizzato al formaggio

Formule segrete

Per aumentare la sapidità dell’esca, ci sono molte soluzioni: la più semplice è la pasta d’acciuga, poi il latte in polvere e l’aglio, il dado da brodo e la cannella, un mix di formaggi (come parmigiano, pecorino e gorgonzola), fino al caglio del latte che ha sempre riscosso un bel successo tra i pesci. Poi basta liberare la fantasia e provare alchimie varie.

 

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