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La spiaggia bassa è uno spot difficile, ma ricco di prede da sogno

surf

LA SPIAGGIA BASSA

Di Dario Limone

 La spiaggia bassa è uno degli spot più ostici da affrontare pescando a surf. Basta poco vento e le correnti si fanno impegnative, i piombi iniziano a non avere tenuta ed i terminali si aggrovigliano sistematicamente… Ma la spiaggia bassa è anche il regno di saraghi e orate e, lungo le nostre coste, è una situazione abbastanza ricorrente.

 

orata

Le grosse orate sono la preda regina delle spiagge basse. La presenza di telline, vongole e fasolari rendono l’aureo sparide un abituè della zona

 La spiaggia bassa si definisce tale quando presenta una profondità media di circa 2mt-3mt, alla distanza orientativa di 100 mt dalla riva. Basta poco vento a generare un moto ondoso rilevante, con correnti che, arando il fondo, espongono tutti i nutrienti alla base della catena alimentare, in una situazione meteo che, in un contesto diverso, non garantirebbe le stesse opportunità di pesca. Infatti, i grufolatori vanno subito in attività, cosa che in una spiaggia profonda accadrebbe solo in condizioni più estreme. La sua lettura, in corso di mareggiata, è più facile rispetto a qualunque altro spot.  Nei punti di maggiore profondità, quali buche e canaloni, vedremo la scomparsa della frangenza, con dei segnali di terra quali profonde anse ed alti scalini di risacca. Insomma, la spiaggia bassa è come un libro aperto! Orate, saraghi e mormore sono le prede più comuni in questo periodo, perché la presenza di bivalvi attira i grufolatori e li rende pressochè stanziali

 Postazione di pesca

 surf

Scegliere con cura la postazione risulta fondamentale ai fini del risultato finale. Ogni mareggiata si comporta in modo differente e trasforma il fondo in modo univoco

 Per piantare i picchetti, sceglieremo i settori di spiaggia antistanti le zone più profonde, ossia il canalone o le buche, altrimenti dovremo affrontare l’effetto “lavatrice” della massima turbolenza, spesso poco produttiva.  La cosa importante è quella di scandagliare il fondo per capire se è “aperto” o “chiuso”. Nello specifico, queste variabili sono sinonimo di fertilità o meno della spiaggia. Come si determina lo stato? Si lancia il piombo nella zona prescelta e si inizia il recupero saggiando la consistenza della sabbia; se il piombo saltella sul fondo, significa che questo è ancora chiuso, cosa che si traduce con assenza di catture, perché l’azione di scavo non ha ancora esposto i nutrienti e, quindi, i pesci lì non ci vanno.

fasolara

L’uso di esche “indigene” è consigliato nelle spiagge basse

Nel caso di un recupero saltellante sul fondo, seguito da un arresto o, meglio, da una trattenuta del piombo, siamo in una buca: i pinnuti prima o poi passeranno da lì. Se il piombo affossa, il fondo è aperto ed il settore potenzialmente produttivo. Se invece lanciamo nel canalone, e al centro di esso avremo l’assenza dello scarroccio del piombo, significa che lo spot è maturo, e rappresenta l’autostrada ad alta percorrenza per i pesci.

Attrezzature

mormora

La mormora colonizza spesso aree di pascolo caratterizzate da bassi fondali

 Considerando la pesca su di una spiaggia bassa col mare calmo o poco mosso, dobbiamo usare delle canne che ci consentano una maggiore esplorazione di mare, per trovare il pascolo dei pesci. Questo si traduce in attrezzi capaci di sostenere un lancio ground od un lancio pendulum. Grazie, comunque, all’elevata qualità di alcuni prodotti, anche con un lancio side strisciato o angolato e fili sottili possiamo avere prestazioni eccellenti. Col mare mosso, non dovendo fare distanze lunghissime, pescando nei primi 80 metri, il consiglio è quello di usare canne da 5 mt. Il vantaggio di una canna lunga è quello di scavalcare la frangenza del sottoriva, evitando che la lenza madre venga intercettata e faccia da vela,  trascinandosi  il piombo. I mulinelli dal 7.000 al 10.000 vanno bene e devono essere caricati con uno 0,22-0,25. L’attrito della turbolenza sul filo in una spiaggia bassa è notevole. Possiamo ridurre il diametro solo in condizioni di pascolo lontanissimo, assumendoci tutti i rischi del caso. I piombi devono essere da tenuta per cui non dovranno mancare spikes, piramidi e coni dai 100 gr ai 175 gr.

Terminali

 

Terminali adeguati e bocconi consistenti sono la chiave per arrivare ai pesci più difficili

 Per il mare calmo o poco mosso useremo terminali in fluorocarbon, sia per la visibilità che per la resistenza all’abrasione (attacco dei granchietti sull’esca). Per il mare mosso il terminale deve avere un buon carico di rottura ed assenza di memoria, per evitare torsioni. Generalmente uno 0,22-0,25 va bene. In ogni caso la regola dice che il diametro buono di un terminale, durante una mareggiata, è quello che non si ingarbuglia. Se le condizioni lo permettono, non è raro l’uso di braccioli lunghi anche 3/5 metri.

Solo con la cura dei dettagli ed una azione mirata allo spot le soddisfazioni non mancheranno ad arrivare.

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