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Arrivano le lampughe

a cura della Redazione

Siamo nel pieno della stagione della traina costiera e il mare entro poche miglia dalla costa può regalarci giornate intense di divertimento.

Non sarà necessario avere imbarcazioni straordinarie per dedicarsi a questa tecnica che, però, contrariamente a quanto si possa credere, è tutt’altro che semplice ..

Soprattutto se, come descriveremo in questo articolo, l’obbiettivo delle nostre catture saranno le lampughe.

Animali straordinari, non solo per i colori, ma per la loro indole di predatori veloci, voraci e soprattutto molto sospettosi.

Conosciamola meglio

Colori magnifici e carni prelibate fanno della lampuga un pesce fantastico

La Lampuga è da sempre considerato un pesce pregiato; anche nell’antichità era molto apprezzato e soprattutto al sud è sempre stato oggetto della pesca autunnale e protagonista dei piatti di mare più tradizionali.

Coryphaena Hipporus è il nome scientifico di questo coloratissimo pesce, altrimenti conosciuto come Corifena cavallina, Lampuga, Capone o Dolphinfish oltre oceano.

E’ un pesce voracissimo a rapido accrescimento e gli esemplari pescabili in questo periodo, che sono genericamente di piccola e media taglia, sono i nati di quest’anno.

La lampuga è un pelagico per eccellenza, che accosta per la riproduzione per poi riprendere il largo e le profondità del mare aperto alle soglie dell’inverno.

Può arrivare a dimensioni veramente importanti, con due metri di lunghezza e venti kilogrammi d peso, ma sono esemplari rarissimi nei nostri mari, benchè non di rado se ne catturino alcuni degni di nota.

Andiamo a pesca

Dopo le presentazioni di rito, è il momento di mettere le canne in acqua e filare le nostre lenze.

La prima scelta che dovremo porci sarà la scelta dell’artificiale.

In effetti il criterio sarà un pò quello comune a tutta la traina di superficie, ma con alcune variabili.

Sicuramente capire cosa stiano predando nelle zone di pesca è importante per uniformare soprattutto le dimensioni delle esche al foraggio esistente.

Poi non dimentichiamo che le Lampughe sono predatori principalmente di superficie, quindi i nostri inganni dovranno essere scelti tra quelli capaci di nuotare in superficie o appena sotto, anche a buone velocità.

Queste esche hanno nel nuoto superficiale e nel movimento il loro punto di forza

Le attrezzature, saranno le solite che usiamo per la traina costiera, anche perché la cattura, una volta bene all’amo, non presenta difficoltà, salvo qualche salto e qualche acrobazia in cui i pesci si esibiranno.

Sanno questi i momenti delicati in cui si dovranno tenere le lenze in tensione, procedendo al recupero solo col pesce in acqua.

Un altro momento delicato sarà quando la preda sarà sottobordo e darà fondo a tutte le sue energie.

Consigliabile guadinare tempestivamente  la preda perché spesso la bocca essendo delicata si lacera con il rischio tangibile di slamatura.

Parliamo di artificiali

Come al solito condivideremo le nostre esperienze maturate nelle nostre zone di pesca e non davvero regole universali.

 Tra le tante opportunità sicuramente un posto in pole position è riservato ai piccoli minnow; i pins di qualità capaci di rimanere in assetto anche in velocità, sia in versione imitativa che con colori di fantasia.

Sicuramente anche i raglout dicono la loro nella versione da 12 cm nelle colorazioni blu e rosa, così come i piccoli bubblejet arricchiti di un raglout in tinta.

Bolle, scia e movimento generano un mix davvero irresistibile, come irresistibile è una codina realizzata con una striscia di calamaro appena battuto, applicato ad una piuma con testina piombata o ad un bubblejet.

Uno squid vinilico, una testina piumata o un bubble jet arricchiti di una codina ricavata da un calamaro sono una eccellente risorsa per ingannare le lampughe

Il movimento del materiale organico supera quello di qualsiasi siloconico, con l’aggiunta anche del rilascio di odore e sapore, che a noi sembra impercettibile ma che non rimane indifferente ai pesci.

Dove

Potremo cercarle in molte fasce d’acqua, dalle batimetriche oltre i cento metri, dove ci sono salti di profondità, ai bassi fondi a ridosso della costa o all’ombra delle boe e di relitti alla deriva.

Nei primi periodi di esistenza la grande voracità le obbliga a percorrere il mare in lungo ed in largo, spingendosi anche in acqua bassa, regalandoci catture a volte del tutto inaspettate.

L’uso di un guadino è sempre consigliabile quando si ha a che fare con le lampughe

Post Scriptum

Le lampughe imparano presto a diffidare degli artificiali e gli strike possono diventare solo un ricordo.

Un piccolo calamaro morto può essere un inganno irresistibile: le lampughe ne vanno ghiotte

Potremo ricorrere, allora, a nuove risorse, innescando piccoli calamari morti o aguglie vive …

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