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    Estate in super light jigging

    di Emanuele Lupia Palmieri

    Eccoci con un nuovo appuntamento sulla tecnica verticale più divertente del mondo, il super light jigging e prepariamoci ad affrontare una delle stagioni più critiche dell’anno, la caldissima estate che, sebbene ci regali tantissime giornate di pesca, purtroppo non sempre ci premia, proprio per la caratteristica intrinseca di questo momento fatto di giornate di mare calmissimo.

    Questo periodo però non solo sarà un’opportunità per mettere a punto con continuità la tecnica, ma con gli opportuni “trucchi del mestiere” potrà diventare un momento di pesca indimenticabile che riscalderà il nostro animo durante gli stop invernali

    Estate : meglio restare sotto l’ ombrellone ?

     

    Le prede del super light sono tutte interessanti

     

    Nel precedente articolo abbiamo descritto il super light jigging come una tecnica poliedrica in ogni stagione e in ogni luogo.

    Quale occasione migliore dunque, per parlare di questa disciplina e di come praticarla al meglio nelle piatte giornate estive?

    Il surriscaldarsi delle acque e l’avvento di copiosi banchi di pesce foraggio, generano grande apatia e sazietà tra i predatori ed i grufolatori.

    È proprio in queste situazioni limite, che l’utilizzo di esche di dimensioni contenute fa assolutamente la differenza.

    Qualsiasi pesce, infatti, vuoi per attività alimentare o semplice territorialità, non rinuncia quasi mai a un boccone facile.

    E più spesso di quel che ci si aspetti, malgrado le ridotte dimensioni degli inganni, sarà il pesce più grosso ad aggredire.

    Quali pesci insidiare e, soprattutto, dove?

    Tornando all’estate che ci aspetta, nello specifico dei target, ci sarà da divertirsi con qualsiasi predatore o grufolatore pattugli i nostri spot, senza dover per forza individuare secche profondissime e distanti miglia e miglia dalla nostra base di partenza.

    E’ un fatto, certificato dall’esperienza, quello di pescare, più che inaspettatamente fragolini, anche di dimensioni importanti, su fondali di quindici o venti metri a Ferragosto.

    Tra gli ambienti più sottovalutati nella pesca con gli artificiali ci sono le grandi distese di sabbia, apparentemente prive di forme di vita.

    In mancanza di spot più accattivanti, e non solo,  pescare sulla sabbia può riservare grandi sorprese.

    Le tracine drago, ad esempio regine della sabbia, che raggiungono dimensioni particolarmente importanti, sono dei rivali molto determinati, con reazioni davvero violente, che in ultralight regalano combattimenti di tutto rispetto.

    Senza contare quanto siano pregiate le carni di questo pesce e che, malgrado i terribili aculei , possono trasformarsi in pietanze di grandissimo livello.

    Sulla sabbia, in estate particolarmente, pascolano branchi di pagelli, dentici, sugarelli , e con un po’ di fortuna, imbattendosi in qualche detrito depositato sul fondo, potremo incontrare anche qualche cernia !

     

    Sorprese super combattive dell’ultra light … 

     

    A decorrere dalla seconda metà di agosto è facile imbattersi nei primi pelagici che accostano, come piccoli tonni rossi, alletterati, lampughe, caranghi, per chi frequenta le acque più a sud, e le piccole ricciole.

    Sono dei combattenti instancabili che faranno cantare le nostre frizioni e testeranno indubbiamente  capacità di gestire combattimenti a limite, con fili sottili.

    Non trascureremo comunque anche gli spot classici o le secche nel blu, dove incontrare i temibili barracuda è tutt’altro che raro.

    Come raggiungere il fondo?

     Non facciamoci spaventare dall’idea di far scendere verso il fondo jig da venti o trenta grammi, pensando che sia difficile o peggio impossibile.

    Utilizzando trecciati a otto capi, dunque ultra lisci e di diametri finissimi, diventa un gioco da ragazzi.

      Una piccola chicca sono gli artificiali in tungsteno, dalle dimensioni ridotte e alto peso specifico, un’ottima soluzione in caso di forte corrente o profondità più elevate.

    E’ un fatto dimostrato che, con il corretto controllo dell’imbarcazione, con un tungsten jig da trenta grammi e un pe 0.6 si può tranquillamente pescare su fondali di quaranta o cinquanta metri.

    Un corretto e sapiente uso dell’ecoscandaglio sarà particolarmente utile per monitorare, in condizioni favorevoli, la discesa del nostro jig.

    Molti pesci infatti tendono ad effettuare l’attacco o comunque ad avvicinarsi all’ artificiale proprio in questa fase.

     

    Anche i “coccodrilli” non resitono alle piccole esche !

     

    Conclusioni finali

    Il super light jigging risulterà un’ottima alternativa a tecniche più statiche e meno redditizie nella stagione estiva e sarà veramente una grande sorpresa.

    Nulla, e nella pesca ancor di più, è gratis e quindi determinazione ed assiduità sono l’ingrediente magico di ogni tecnica ed anche in questa, la musica non cambia.

    E’ importante spostarsi con continuità, sondando spot diversi per intercettare i nostri target, senza fossilizzarsi dannosamente su predatori che non reagiscono.

     Vi accorgerete, cari amici pescatori, delle potenzialità di questa tecnica super light e a tal proposito vi ricordiamo che l’etica non dovrà essere mai dimenticata, proprio perché, possono rimanere ingannati pesci al di sotto delle misure minime, come i tonni rossi o troppo piccoli come le baby ricciole.

    Quindi, mai farsi prendere dalla frenesia delle catture e il rilascio e il rispetto delle misure minime saranno un’attenzione indispensabile.

    Godiamoci le soddisfazioni della tecnica e pensiamo anche al domani!

     

     

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