• I Piu' Visti

    Pescatori si nasce o si diventa?

    di Umberto Simonelli

    La passione per la pesca è una di quelle cose che è veramente difficile stabilire da dove provenga e perché la si abbia.

    A volte sembra un qualcosa di innato privo di origini e provenienze, dove non c’entrano neanche motivi familiari, un fulmine che ci “colpisce” in un momento della nostra vita, portandoci alla ossessione monomaniacale della ricerca dei pesci.

    Ebbene questo ci fa pensare che la pesca sia una vera magia che ci contagia senza che ce se ne accorga.

    Ma una cosa è la passione e una cosa è la capacità di pescare.

    Non volgiamo fare in questo articolo discriminazioni di alcun genere; non è nostra intenzione scrivere alla lavagna i buoni ed i cattivi, ma, al contrario, capire cosa faccia la differenza e cosa serva per migliorare nelle proprie prestazioni.

     

    La pesca nell’immaginario

     

     

    Pescare è affascinante c’è poco da dire ed anche nell’immaginario collettivo, rimane una cosa “complicata”, una capacità  riservata solo a pochi eletti, in possesso di una “rara abilità”.

    Un pesce pescato genera sempre grande stupore ed interesse da parte di chiunque guardi e quando il pescatore è impegnato in un recupero il capannello di curiosi è una regola.

    Il punto, forse, sta proprio nel fatto che pescare riesce a metterci in comunicazione con “un altro mondo”, un ambito misterioso, un “mondo di sotto” che nessuno conosce e dove vedere i pesci è difficile.

    In fin dei conti quel filo che sprofonda nel blu è un collegamento verso l’ignoto e i suoi abitanti.

     

    Pesca e cultura

     

     

    La pesca rientra nelle attività comuni a tutte le popolazioni che vivono in zone a ridosso di fiumi, laghi o mari, rappresentando una delle fonti di sostentamento primarie.

    La pesca è presente tra le attività dell’uomo fin dall’alba del mondo quando ci siamo trasformati da raccoglitori a cacciatori.

    Ma quel che è bello, tanto per chiudere il cerchio, è che anche la pesca professionale non è solo lavoro ma anche passione e molti professionisti sono appassionati pescatori di canna.

    Insomma il mistero si infittisce e capire perché ci pace pescare è davvero complicato.

     

    Amare la pesca e … pescare

     

     

    Tra avere una semplice passione che ci porta ad esplorare il mondo della pesca a ottenere risultati, non occasionali, ce ne passa.

    La pesca è faticosa, in ogni sua declinazione, perché è fatta principalmente di tempo, determinazione e molti strapazzi.

    Sicuramente pescatori si può nascere, ma poi bisogna diventarci sul serio, sempre che effettivamente prendere pesci sia veramente importante e sia il fine che giustifica ogni nostro sforzo

    Perché in realtà per arrivare ad avere continuità di catture, nei limiti delle possibilità offerte dagli spot di pesca che frequentiamo, ci vuole “la testa dura“, ovvero una grandissima assiduità e una grande capacità “statistica” di imparare sul campo, spirito di osservazione e tanta caparbietà.

    Le regole per prendere i pesci non esistono, o meglio non esiste quella risolutiva ma ne esistono tantissime, tra leggende di banchina e esperienze attendibili.

    Ma il vero segreto è la determinazione alimentata dalla passione, perché la pesca è fatta di esperienze; e quelle negative sono le più formative a patto che, dentro ognuno di noi, esista lo spirito adatto.

    In fin dei conti la passione, da sola, non basta e serve acquisire delle vere e proprie competenze e non è sufficiente solo “andare” ma bisogna leggere e documentarsi e soprattutto “elaborare” con la propria testa, perché i fake sono in agguato anche in questo settore.

     

    Pesca e attrezzatura

     

     

    Noi, contrariamente alla tendenze comumi,  siamo sempre stati convinti che la pesca, sia indipendente dall’attrezzatura.

    Come diceva un vecchio amico .. gli occhiali da soli non bastanno a leggere, perchè prima, bisogna essere andati a scuola … gli occhiali, magari di marca saranno più belli,  ma consentono solo di leggere meglio.

    Una canna o un mulinello top di gamma non faranno la differenza, perché i pesci non lo sanno e, se lo sapessero, probabilmente non lo riterrebbero interessante….

    Scherzi a parte la qualità dell’attrezzatura è importante non davvero perché si peschi di più, ma perché degli strumenti validi e di qualità aiutano negli errori.

    Una canna degna di tale nome sopporta gli stress, un filo scadente non ammette sbagli, mentre uno di qualità mantiene ciò che promette, un amo buono mantiene il filo, cosa che uno economico non fa, una buona frizione non tradisce mai: insomma avvalersi di materiali di qualità ci mette al vento rispetto a brutte sorprese.

    I ferri del mestiere, infatti,  se funzionano bene, già ci mettono tranquilli rispetto alle loro prestazioni…durano nel tempo e quando avremo deciso di disfarcene manterranno un buon valore.

     

    Alla fine …

     

     

    Pescare in fin dei conti è un pò un modo di vivere ed un modo di pensare, ma è anche una  palestra dalla quale possono venir fuori bellissimi insegnamenti di vita.

    Pescatori si nasce e lo si diventa ancor di più quando la passione è ben indirizzata.

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