Magazine Tecniche verticali

La gomma … la nuova strada del vertical

 

di Domenico Craveli

E’ passato davvero tanto mare sotto le nostre barche da quando qualcuno ebbe il coraggio di aprire l’archetto e lasciare sprofondare nel blu un improbabile esca artificiale.

Un pezzo di ferro, come lo chiamavano i più scettici, che però, nella sua seppur breve storia, ha concesso catture impensabili ai più determinati e anche cocenti cappotti ai meno fortunati.

Ma questo nuova e apparentemente strampalata tecnica, fu l’apripista per un nuovo concept di pesca.

Abituati ad insidiare le nostre prede con bocconi naturali o ingannandoli con simulacri imitativi di un pesciolino, trainati a galla o a fondo, ma comunque con un moto orizzontale, ora abbiamo scoperto che anche il moto verticale, lungo la colonna d’acqua, ha la sua attrattività, spesso davvero irresistibile.

Da ferro a gomma

All’inizio partimmo con pesanti artificiali, “coltelli” dalle sgargianti livree che grazie a forme e profili particolari acquistavano durante il moto verticale andamenti, scomposti, sfarfallanti o che bucavano l’acqua come velocissime frecce.

Poi sempre grazie all’astuzia giapponese, abbiamo visto trasformarsi i “ferri” in elementi più piccoli che si trascinavano appresso squid vinilici o attiranti “fronzoli” gommosi, codine flessuose, quasi ammiccanti ad imitazione del movimento “biologico”.

L’inchiku è stato il primo artificiale verticale in cui la gomma ha fatto il suo esordio

 

Una trasformazione progressiva di una tecnica che ci faceva scoprire giorno dopo giorno, quanto il movimento fosse la parte determinante dell’inganno.

In fondo una imitazione il più credibile possibile, non solo della consistenza ma soprattutto del movimento, che solo un materiale simile per peso e densità a quello naturale può raggiungere.

Non solo aspetto

Da tempo i pescatori fresh water, avevano scoperto quanto la gomma fosse catturante e la ricerca di mescole sempre più vicine alla consistenza naturale ha prodotto inganni fortemente catturanti.

Infatti la credibilità di un artificiale, soprattutto se mosso in modi e velocità diverse dalla traina in cui il fulcro dell’inganno è la simulazione della fuga, è la consistenza.

I pesci, come moltissimi animali, saggiano con la bocca quel che si approcciano ad assalire e la morbidezza di una mescola ben calibrata può “passare il test”

La”gomma” è diventata un must anche in mare, all’inizio soprattutto nello spinning per i predatori di basso fondale e poi con artificiali morbidi più specializzati per  i grandi predatori e le profondità.

Gomma la nuova frontiera

I Ronz sono ancora attualissimi nella pesca profonda

 

All’inizio furono i grandi warm e gli storici Ronz a fare da apripista in questa nuova versione delle pesche verticali e non solo, mostrando il loro perché anche in traina profonda.

Così come si sono mostrati efficaci i grossi grub presi in prestito alla pesca ai lucci nei grandi laghi.

Ferro & gomma …

 

Ma la svolta decisiva l’abbiamo avuta con i black minnow che si sono mostrati “predatori” formidabili in tutte le loro dimensioni, capaci di far impazzire dai pesci esca ai pesci più grandi.

Adesso lo stato dell’arte sono le imitazioni dei cefalopodi, in particolare quelle dei calamari.

Assetto, densità della mescola e nuoto in acqua sono vincenti e risultano veri killer per cernie e dentici.

 

Ecco la nuova frontiera del vertical, imitazioni molto credibili di un calamaro in molte colorazioni e nelle tre misure classiche

 

La tecnica

La logica di base è quella del vertical e l’azione di pesca deve svolgersi in zone mirate dove la presenza dei predatori è certa o statisticamente elevata.

 

Un sol boccone ! davvero irresistibile !

 

Non ci sono artificiali belli e funzionali quanto volete, capaci di pescare pesci che non ci sono, ma questi al contrario sono in grado di sollecitare i predatori sia con il movimento che con l’aspetto in un’azione sinergica davvero sorprendente.

Non ci servirà altro che la classica attrezzatura da slow pitch o da vertical classico, senza esagerare nella leggerezza perché le cernie sono molto attirate da questi inganni e con loro il light non è mai vincente.

Il movimento

Anche i dentici non resistono al fascino di queste nuove esche

 

Qui viene il bello, perché la leggerezza delle esche e la tipologia di azione non richiedono energie importanti, l’esca va manovrata, va animata in modo soft e quasi vellutato …

In fin dei conti possiamo dire con eleganza, come sono abituati a muoversi tutti i cefalopodi.

La leggerezza dell’azione di pesca offrirà anche il vantaggio di poter protrarre a lungo l’attività senza stancarci, con un conseguente aumento del range di opportunità

Gli attacchi sono importanti e decisi, anche quelli dei dentici, che a volte si dimostrano timidi sui cefalopodi vivi e le reazioni altrettanto potenti.

 

Purtroppo la credibilità dell’esca  passa attraverso una grande delicatezza delle gomme …

 

Non dovremo lesinare in quanto a diametri e rassegnarci al fatto che le nostre esche purtroppo, se da una parte sono veramente catturanti, dall’altra sono destinati a rovinarsi, esattamente come succederebbe ad un’esca naturale: ma questo poi è il segreto …