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Sotto pressione: quando il mare cambia ed inizia il surf quello vero ….

surf casting
Trabucco Fishing / Articoli e prodotti per la pesca sportiva e agonistica

 

Di Dario Limone

Il surf, quello vero, si pratica con mare mosso e molto mosso. Spesso, però, le condizioni migliori coincidono con l’inizio del crollo barometrico, il che può significare anche mare quasi calmo e assenza di schiuma. In ogni caso però ci troveremo ad affrontare situazioni mutevoli in rapido cambiamento, e saper passare dal piatto alla turbolenza nella stessa battuta può fare la differenza.

Meteo pesca

scaduta

La bassa pressione è in arrivo. Il mare si increspa, la turbolenza cresce… e le prime nuvole minacciose arrivano dall’orizzonte. Il respiro del vento sul nostro viso, ci dà l’idea che le condizioni stanno mutando

Quando la pressione va giù di colpo, si ha una calma surreale che precede la perturbazione vera e propria, quindi nuvole, pioggia… e vento.

Non tutti sono disposti ad affrontare uno scenario del genere, ma è in questi momenti che si incarna l’essenza della disciplina, troppo spesso confusa con la più placida pesca a fondo. Il surf è una condizione di pesca, una filosofia, non soltanto il mezzo per arrivare alla preda.

Forme in movimento

recupero pesce surf casting

Le onde mettono in moto le spigole più belle. L’immagine ritrae gli istanti finali di una grande preda nella risacca

Dalla calma piatta alla tempesta, l’evoluzione della mareggiata avviene spesso nell’arco di poche ore, ed a volte, ci troviamo a dover affrontare entrambi le fasi.

Montante:  E’ il momento più complicato per la pesca, perché il vento arriva improvviso con raffiche e spinge sul mare piatto, che inizia a diventare convulso.

Può trovarci impreparati perché potremmo avere in mare canne leggere, ottimizzate per l’assenza di vento.

Nonostante sia complicato, in questa prima fase potremmo avere le prime frenesie alimentari, soprattutto di sarghi e spigole.

Se la corrente è eccessiva, è fondamentale trovare un canalone o una buca, perché a volte i flussi iniziali sono così impetuosi e trasversali la spiaggia, che nemmeno una piramide o un triedro è in grado di farci stare in pesca.

Scaduta: è il sogno di ogni surfer, il vento cala d’intensità o scompare ed il moto ondoso diviene regolare.

Finalmente tutto quello, che è stato dissepolto dal fondo, è a disposizione dei pinnuti, che inizieranno a pascolare.

Spesso però, questa fase, dura pochissimo, poiché nell’ultimo periodo, le perturbazioni, seppur rapide e violente, perdono di potenza rapidamente, per via di altre depressioni, magari di un quadrante opposto che le annullano nel giro di poche ore, rendendo quello che ritenevamo un momento magico, un momento… sterile.

Adottiamo tutte le strategie necessarie per arrivare alla preda, come anche il lancio lungo, nelle situazioni in cui di solito, mettevamo le esche proprio dietro il gradino di risacca.

Come attrezzarsi

orata e serra

Un’immagine emblematica di quello che succede quando predatori e grufolatori si mettono in moto durante la tempesta

L’attrezzatura dovrà essere con la “ A “ maiuscola. Mettiamo nella sacca canne rip o tele con range di potenza fino ai 180/250 gr. reali.

Per stare alti sull’onda, può essere necessario impilare anche 2 picchetti uno sull’altro, se la conformazione della spiaggia non ci aiuta. I mulinelli saranno di taglia 7000 / 10.000, caricati con nylon di eccellenza, con diametri dallo 0,23mm  allo 0,40 mm.

Se siamo in una condizione di scaduta avanzata, con moto ondoso regolare, in assenza di vortici di corrente trasversali e di alghe in suspending usiamo lo 0,23; in caso contrario lo 0,40 mm. Lo shock leader può essere di nylon o di trecciato.

TERMINALI DA TEMPESTA

Due vecchi calamenti, validi ancora oggi, sono il “ pater-noster “ e lo “ short rovesciato “.

Il pater-noster, rappresenta per antonomasia la pesca del sarago, mentre lo short rovesciato è ideale per la spigola.

La costruzione di questi calamenti andrà eseguita direttamente sulla lenza madre o sullo shock leader, per ridurre al minimo la possibilità di grovigli. Il pater-noster prevede due snodi di cui il primo a 5 cm dal piombo ed il secondo a 50 cm dal primo.

piombi da tenuta

Piombi da tenuta, indispensabili per far stare in pesca i nostri terminali

I suoi braccioli saranno in media di 20 cm. Lo short rovesciato prevede un solo snodo a 90 cm dal piombo. Il suo bracciolo in media varia tra i 60 cm e gli 80 cm.

Bocconi proteici

inneschi surf con cefalopodi

I cefalopodi rappresentano un boccone molto appetibile per l’enorme capacità nutritiva delle loro carni

Le esche migliori saranno quelle della pescheria, più che vermi ed anellidi. I cefalopodi ( seppia, calamaro ), i filetti di pesce   (cefalo, sarda ) ed i bivalvi ( fasolara, cannolicchi ).

Tra gli anellidi il verme di Rimini, l’americano ed il bibi. Una menzione a parte per il vivo. Il cefalo è tra le esche quella più resistente, ovviamente non va usato con la tecnica della teleferica, ma va messo in acqua con un dolce lancio accompagnato; saranno i predatori a trovarlo, anche a riva.

Canne in pesca

canna con picchetto

Il picchetto è il sostegno migliore in condizioni di mare importante

Raramente dovremo fare lanci lunghissimi, il più delle volte l’azione di pesca è tra la battigia  e i 50 mt, se il fondale è medio basso; se è alto anche a soli 10 mt da riva.

I lanci più comuni per le esche voluminose sono l’above cast ed il side cast, che ci consentono di mettere in acqua le esche, senza strapazzarle. In queste condizioni estreme si preferisce alloggiare le canne sui picchetti a bicchiere, piuttosto, che sul tripode.

I motivi sono due: il primo è, che se la lenza intercetta un corpo galleggiante trasportato dalla corrente, ad esempio un tronco d’albero, il picchetto trattiene meglio la canna rispetto al tripode; il secondo motivo è che il tripode dispone le canne in pesca con un angolo acuto, invece sul picchetto, quest’ultime possono stare quasi a 90 gradi, quindi ben alte.

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