The FORK… la doppia forza dell’innesco a forchetta

The FORK… la doppia forza dell’innesco a forchetta 

Di Dario Limone

Pescare con due ami riavvicinati è una soluzione sempre valida, sia per ogni  stagione di pesca, che per tutte le condizioni meteo-marine. Contare su un inganno doppio e ravvicinato può rappresentare la carta vincente quando una grossa preda si avvicina all’esca e si dimostra indecisa. Vai di “Fork”… o, meglio, chiamarla “Vipera”!

Semplice e geniale

 innesco a forchetta

Fork o vipera… una soluzione semplice ed efficacissima in molte situazioni

 Per molti aspetti, questo particolare terminale sembra quasi “l’uovo di colombo”. Questa soluzione ci consente di offrire la stessa esca su due ami, oppure di utilizzare due esche diverse: una per ogni appendice. Il vantaggio che ne deriva è estremo. Aumenta le probabilità di allamata e di tenuta ed in caso di attività dei granchi possiamo avere più tempo a disposizione prima che l’esca stessa venga consumata, e, inoltre, possiamo abbinare ad un verme… anche un granchio stesso, sfruttando la doppia azione attraente anche dei crostacei che si sono avvicinati ai nostri bocconi.

Anatomia

 granchio

Un doppio inganno, con due esche diverse, per avere il massimo delle opportunità

La realizzazione di questo terminale è semplice, basta creare un’ampia asola, chiusa da un uni a 5 spire, che poi si taglia al centro, creando due bracci di filo uguali a cui legare gli ami. A ridosso del nodo possiamo inserire una perlina luminosa attrattiva per la pesca notturna od un flotter per rendere più dinamico il terminale, in condizioni di bassa o bassissima turbolenza.

In pesca

innesco granchio

Un altro utilizzo del doppio innesco

L’uso di eccellenza della vipera è  l’innesco del granchio vivo per la pesca dell’orata, che quindi, come si vede nella foto, consente l’uso di ben due ami sullo stesso boccone aumentando le possibilità di infissione del 100% . Un altro grosso vantaggio è quello, come dicevamo precedentemente, di poter trasportare esche diverse tra loro: ad esempio un anellide con un bivalve. Un utilizzo particolare, dove peschiamo a corta distanza su di un fondale profondo, è quello di usare una sarda innescata ad un amo, come se fosse il piombo,  ed un anellide all’altro amo. La sardina non solo farà da peso, ma anche da pastura, nonché da esca, esercitando sicuramente un potere attrattivo maggiore, rispetto al solo anellide. Per lanciare questo innesco, effettueremo un lancio accompagnato con una canna parabolica da 5 mt, con basso range di potenza e che quindi non vada oltre gli 80 gr. Usando la vipera non sono infrequenti catture multiple, anche di pesci di taglia.

Azione di disturbo

Quando la presenza di granchi disturbatori mette in serio pericolo esche e fili di nylon, un buon sistema è quello di creare una forcina in multifibre, partendo da un diametro dello 0,15. In mancanza di multifibre, per aumentare la resistenza del nylon possiamo creare una treccina. In questo modo eviteremo inutili perdite di ami. Il terminale, che alla sua estremità ha la vipera, può avere attacco alto o basso sul trave, senza problemi; se il mare è mosso la usiamo con uno short rovesciato, se il mare è poco mosso o calmo la usiamo con un long arm.

Se arriva la bestia

 orata

L’orata… preda predestinata della vipera

 Con l’uso della vipera le possibilità di perdere il pesce allamato si riducono. Spesso la preda ha entrambi gli ami conficcati nel palato, oppure uno conficcato nel palato ed uno all’esterno del corpo. Insomma… nel bilancino dei pro e dei contro, è facile intuire quanto questa soluzione possa rappresentare una carta vincente in molte situazioni di pesca, anche in gara.